Costantino (Sel): "Legge 40 e LGBT: no al bis dell'Italicum! Politica garantisca i diritti"

10 aprile 2014 ore 14:11, Andrea De Angelis
Costantino (Sel): 'Legge 40 e LGBT: no al bis dell'Italicum! Politica garantisca i diritti'
Non concedere dei diritti per il timore che poi ne vengano chiesti degli altri è un'assurdità tutta italiana. Questo è il cuore dell'intervista rilasciata da Celeste Costantino ad IntelligoNews sulla fecondazione eterologa e il matrimonio omosessuale. La deputata di Sinistra Ecologia e Libertà punta il dito contro un'ideologia che soffoca la laicità dello Stato, senza risparmiare critiche a una politica lenta e miope... Ieri è stata data l'ultima picconata alla Legge 40, ma c'è chi evidenzia la necessità di riportare in Parlamento la questione, senza delegare ai giudici il potere legislativo. Che idea si è fatta? «A chi afferma questo rispondo dicendo che il problema si sarebbe dovuto porre già da tempo! Questa è l'ennesima volta in cui una legge anticostituzionale è stata portata fino in fondo per una questione prettamente ideologica, che poco ha a che fare con la regolamentazione di un fenomeno, con le leggi dello Stato. L'aspettare che ci sia sempre un giudizio altro per poi rimettere a posto le cose è un fallimento della politica».
Costantino (Sel): 'Legge 40 e LGBT: no al bis dell'Italicum! Politica garantisca i diritti'
Costantino (Sel): 'Legge 40 e LGBT: no al bis dell'Italicum! Politica garantisca i diritti'
Si può parlare di emergenza, o c'è il rischio che facendolo si legiferi in fretta e male?
«L'espressione emergenza non mi piace perché nel nostro Paese, soprattutto sul corpo delle donne, vi è un abuso di questa parola. Non dimentico il decreto chiamato, in maniera propagandistica, 'contro il femminicidio' nel quale si poneva l'urgenza dinanzi a un problema invece strutturale come la violenza sulle donne, ed anche in passato era stato fatto per il 'caso Reggiani'. Detto questo, penso che sia comunque importante fare rapidamente una legge purché non si faccia come per l'Italicum! Decidiamo cioè di prendere in considerazione realmente quanto detto dalla Corte, o si riprodurrà una legge che a distanza di tempo sarà nuovamente anticostituzionale? O si ascolta veramente ciò che ci viene detto dall'Europa e dalla Corte Costituzionale, oppure si continuerà a creare un livello di discriminazione forte. Con la Legge 40 chi ha avuto in questi anni i soldi si è recato all'estero per sottoporsi alla fecondazione eterologa, invece chi non ha avuto la possibilità è stato costretto a restare in Italia senza poter fare altrettanto». Il tribunale di Grosseto ha riconosciuto civilmente un matrimonio omosessuale celebrato negli Stati Uniti. Per l'Italia è la prima volta: cosa dovrà fare ora il Parlamento? «Su questo tema Sel non ha mai avuto alcun tentennamento ed ha sempre parlato dei matrimoni, perché chi segue i movimenti LGBT sa bene che per loro questo è un punto irrinunciabile: avere pari dignità e diritti di qualsiasi altro cittadino. Pensiamo dunque che deve essere la politica a farsi carico di questo, ma non sono ottimista perché anche qui ci sono dei precedenti che ci dimostrano come il governo continui ad essere arretrata rispetto al Paese. Anche Renzi nel discorso di insediamento ha messo le mani avanti su questo punto, parlando della necessità di trovare una forma di regolamentazione, senza mai esplicitarla». Molti parlano del rischio che, equiparata la coppia omosessuale a quella etero, si arrivi alle adozioni. Ammesso che queste ultime siano sbagliate, come commenta tale posizione? «Questa è un'assurdità tutta italiana! Noi siamo d'accordo anche alle adozioni, quindi non è affatto un rischio, ma comunque che senso ha privare le persone dei loro diritti perché ci si sente minacciati di un'altra eventualità! Mi sembra un ragionamento a dir poco contorto...». Però diffuso... «Sì, lo so bene, questa è una delle argomentazioni forti che mette in campo il centrodestra, ma che non sta né in cielo né in terra. I primi di maggio sarò in piazza a Firenze insieme alle 'Famiglie Arcobaleno' e ai loro bambini. La loro testimonianza rende ancora più difficile di cosa abbia paura questo Paese...».    
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