De Vincenti è il nuovo Delrio: scelto un tecnico-politico per piacere a tutti

10 aprile 2015, intelligo
De Vincenti è il nuovo Delrio: scelto un tecnico-politico per piacere a tutti
Claudio De Vincenti al posto di Graziano Delrio. Oggi il debutto in Consiglio dei ministri del nuovo sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Un’operazione che sul piano politico rappresenta il tentativo di mediare con le riottose minoranze dem e al tempo stesso di collocare nella casella strategica di Palazzo Chigi un “tecnico” non troppo politico. 

CHI E’. Classe 1948, De Vincenti trasloca a Palazzo Chigi lasciando l’incarico di viceministro allo Sviluppo economico (dal 2014) e il ministero guidato da Federica Guidi. Economista, la sua formazione professionale spazia dall’Università (alla Sapienza è professore ordinario di Economia Politica) all’esperienza maturata negli organismi che regolano i servizi di pubblica utilità. Numerose le pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali, sono il background del neo-sottosegretario che a Palazzo Chigi in tandem col premier dovrà giocare un ruolo strategico sul piano della mediazione politica ma anche dell’indirizzo pragmatico sul coordinamento delle numerose attività che ricadono sotto la sua responsabilità. 

E’ unanimemente riconosciuto (pure nel centrodestra) un uomo pratico, poco in vista, abituato a lavorare sui fatti e sui risultati piuttosto che dedicarsi agli annunci. Insomma, un tecnico “politico”, con una particolare esperienza e conoscenza delle tematiche del lavoro. 

LA MOSSA POLITICA. Si dice che alle primarie per eleggere il segretario Pd abbia votato per Pierluigi Bersani. Anche se è difficile collocare De Vincenti in una delle numerose ‘correnti’ piddine, si sa che non è un uomo del ‘giglio magico’ di Renzi. E forse la mossa del premier sta proprio in questo: chiamare a Palazzo Chigi e affidare a un non renziano i dossier più delicati del governo. 

Un modo per mediare con la parte più riottosa del partito (vedi i bersaniani), mandare un segnale a chi lo accusa di essere un uomo solo al comando, e tentare di ‘blindare’ le riforme sulle quali si gioca la cifra di questo governo: dal Jobs Act, alla Scuola passando per l’Italicum. E la scelta non poteva che ricadere su un profilo tecnico-politico non divisivo. 

LuBi
autore / intelligo
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