Figli contro padri: la prima volta in politica è dei Le Pen

10 aprile 2015, Lucia Bigozzi
Figli contro padri: la prima volta in politica è dei Le Pen
Figlia contro padre. In politica è l’eccezione che non conferma la regola. Un’assoluta novità, un unicum tutto d’Oltralpe. Perché si sa, qui da noi, semmai prevale la “regola” contraria applicata ad ogni ordine e grado di parentela (o amicizia). 

In casa Le Pen, ovvero il Front National, le cose non funzionano come da noi. Marine è ai ferri corti col padre e fondatore della Destra nazionalista. Ma non è solo questione di caratteri seppure determinati a confronto, no, qui c’entra la politica. Due visioni contrapposte, evidentemente, rispetto alle quali non c’è possibilità di mediazione. ù

E lo dimostra il fatto che Marine Le Pen ha messo ai voti – e incassato la maggioranza – la procedura disciplinare nei confronti dell’anziano padre. L’annuncio è mediaticamente dirompente se poi va in onda in diretta nel tg delle 20: “È doloroso , molto doloroso. Ma meno rispetto a quello che soffrono milioni di francesi senza speranza, senza sicurezza nei loro quartieri”, spiega la Le Pen.

La politica dunque, prima della famiglia o del vincolo di ‘sangue’. Qui si contrappongono due strade, due direzioni sulle quali ‘ottimizzare’ il consenso crescente del FN (come il recente turno elettorale nei dipartimenti ha confermato). Il punto cruciale sta nello scontro tra ortodossi dell’identità (e dei confini) della Destra nazionalista e fautori dello sdoganamento verso il centrodestra, dunque con un approccio più riformista e ‘moderato’. Così’, se padre e figlia duellano, alle loro spalle è guerra tra i fedelissimi, col risultato di una tensione costante che certo non fa bene al Movimento, specie adesso che Sarkozy ha lanciato la sua (nuova) corsa all’Eliseo proponendosi come leader di un centrodestra alternativo al Front National. 

All’anziano padre la figlia rifiuta la candidatura alle regionali nella regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra. Ma lui non se ne cura, dice "mia figlia mi vuole morto", poi attacca "è lei che si suicida". Jean Marie Le Pen non si lascia impressionare dalla prova muscolare della giovane leader e rilancia mettendo in Rete un sito da dove lancia o rilancia la sua candidatura, in barba al no di Marine. E non è per le regionali della macro-regione presto al voto, perché Jean Marie Le Pen, stavolta e a 88 anni suonati, punta dritto alle presidenziali. Il 17 aprile al resa dei conti tra padre e figlia. In ballo c’è una poltrona per l’Eliseo.

LuBi

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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