Francia-Vaticano, Fusaro: "No ad ambasciatore gay? Sarebbe un errore, ma non è razzismo"

10 aprile 2015, Andrea De Angelis
Lo scorso 5 gennaio Francois Hollande lo ha nominato per sostituire Bruno Jouber, ma dal Vaticano gli è stato negato, come riportano le principali agenzie italiane e francesi, l'accredito come ambasciatore francese presso la Santa Sede. 
Secondo diverse indiscrezioni il motivo potrebbe trovarsi nell'omosessualità del prescelto. La vicenda legata alla nomina di Laurent Stefanini sta diventando un vero e proprio caso diplomatico. IntelligoNews ne ha parlato con il filosofo Diego Fusaro...

Francia-Vaticano, Fusaro: 'No ad ambasciatore gay? Sarebbe un errore, ma non è razzismo'
Come commenta questo caso diplomatico?

«Dico solo che se è avvenuta una discriminazione di questo tipo siamo dinanzi a un qualcosa di grave perché va a colpire i gusti individuali, così come nel caso dei cosiddetti reati d'opinione e più in generale della libertà di pensiero. Se il Vaticano ha fatto una cosa del genere si è dato la zappa sui piedi perché rivela in questo modo di essere portatore di pregiudizi rispetto agli individui». 

In particolare gli omosessuali?

«Non bisogna neanche cadere nell'errore opposto che è quello per cui in qualche misura bisogna quasi sentirsi in colpa se si è eterosessuali. Bisogna muoversi insomma tra le due dimensioni». 

Quello di Stefanini è un curriculum che appare perfetto per l'incarico: cattolico praticante, primo consigliere dell'ambasciata dal 2001 al 2005, consulente per gli affari religiosi, ha anche accolto Papa Francesco nel recente viaggio a Strasburgo...

«Se e solo se, visto che questo non è possibile al momento saperlo, il no è arrivato per la sua omosessualità è stata commessa una gravissima discriminazione che deve essere condannata, ma dico anche che così come non si deve fare una discriminazione verso una persona omosessuale, non si deve in generale neanche favorirla perché ormai in molte trasmissioni o in molti luoghi sembra che questo sia un titolo di merito». 

La voce omosessuale non fa parte del curriculum vitae.

«Esatto e non deve essere né un titolo di merito, né un motivo per discriminare così come non devono esserlo le religioni o le idee politiche».

In una nostra intervista Romani dell'Arcigay ha detto che è una barzelletta pensare che non vi siano gay n Vaticano e, leggendo le varie reazioni nei comunicati, c'è anche chi come Grillini di GayNet ha parlato di razzismo. Forse è il caso di dare il giusto peso alle parole? 

«Sì, questa del razzismo è una sciocchezza. Il caso non rimanda a presunte razze, ma a gusti sessuali che sono un'altra cosa. Sarebbe come quel medico che di fronte a tutte le malattie risponde che è peste. Bisogna stare attenti a come si usa la parola razzismo, lo stesso vale ad esempio per il termine fascismo: una cosa è la violenza, altra il fascismo». 


caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]