Il Boss contro la “legge anti gay”, salta il concerto di Springsteen in North Carolina

10 aprile 2016 ore 12:03, Adriano Scianca
Il concerto di Bruce Springsteen al Coliseum di Greensboro, in North Carolina, non si farà. Colpa della cosiddetta “legge anti-trasgender”, che obbliga le persone trans ad usare, anche nelle scuole, solo i bagni pubblici che corrispondono al sesso registrato alla nascita. “Alcune cose sono più importanti di un concerto rock. Come la lotta ai pregiudizi e all'intolleranza”, ha detto “The Boss”, annunciando di aver annullato la sua esibizione per protesta. “Sento – ha proseguito – che è il momento per me e la mia band di mostrare solidarietà a chi combatte per la libertà e per questo, scusandoci con i nostri fan, abbiamo deciso di cancellare il concerto in programma per il 10/4”. Perché è in atto “un tentativo di rovesciare i progressi compiuti in America sul fronte dei diritti umani e civili da parte chi questi progressi non li accetta. E questa decisione è il mezzo più forte che ho per far sentire la mia voce”. 

Il Boss contro la “legge anti gay”, salta il concerto di Springsteen in North Carolina
Secondo Springsteen, la legge in questione “permette l’attacco ai cittadini della comunità Lgbt, ai quali toglie gli strumenti per difendersi dalla discriminazione sul posto di lavoro”. Secondo il cantante la legge HB2 su Installazioni pubbliche, legge di privacy e sicurezza, entrata in vigore lo scorso 23 marzo, discrimina gay, lesbiche, bisessuali e transgender. “Con tutte le mie scuse ai fan di Greensboro, abbiamo cancellato il concerto di questa domenica. Alcune cose sono più importanti del rock e la lotta contro i pregiudizi e il fanatismo è una di queste”, ha concluso il Boss. 

Sprinsteen non è nuovo a prese di posizione politiche, anche se, fino agli anni ottanta, l'attivismo del musicista si era limitato alla causa dei reduci del Vietnam e al sostegno alle food bank che recuperavano cibo per gli indigenti. Nel 1985 Springsteen affiancò Steven Van Zandt nella realizzazione dell'album collettivo Sun City contro l'apartheid in Sudafrica. Con il successo di Streets of Philadelphia per il film Philadelphia del 1993, il cantante intervenne nell'emergente dibattito sull'AIDS con un testo che mette a tema la sofferenza e il pregiudizio. Solo nel 2000 Springsteen affrontò nuovamente un argomento controverso firmando il pezzo American Skin (41 Shots), una canzone dedicata allo studente africano Amadou Diallo, ucciso dalla polizia di New York con 41 colpi di pistola. Springsteen si è anche esibito durante un comizio di Barack Obama a Cleveland al termine della campagna elettorale per le presidenziali del 2008.
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