Scilipoti (Fi): «Renzi votato dalla destra. Domani al Pd potrebbe tornare Bersani»

10 dicembre 2013 ore 13:20, intelligo
Scilipoti (Fi): «Renzi votato dalla destra. Domani al Pd potrebbe tornare Bersani»
di Claudia Farallo. «Questo è ciò che definiscono “primarie aperte”: Renzi ha preso i voti di quelli che sono all’interno del Pd ma anche di gente che non è del Pd, che è di destra e visto che gli fa simpatia Renzi è andata a votare per Renzi». Ecco come la vede Domenico Scilipoti, senatore forzista, intervistato da IntelligoNews, che invita a relativizzare: «In questo momento il Pd viene rappresentato da Renzi, ma domani potrebbe continuare ad essere Renzi come potrebbe essere Bersani». E sulla stabilità del governo, Scilipoti avverte: «Tra le parole e i fatti c’è di mezzo il mare». Il senatore siciliano ci invita poi a fare una riflessione più ampia, col suo stile inconfondibile, che lasciamo alla curiosità del lettore.
 Cosa cambierà ora che Renzi è segretario del Pd? «Non so cosa cambierà. Renzi è segretario del Pd e vedremo cosa farà». Potrebbe essere un fattore di destabilizzazione per il governo Letta? «Renzi chiama alla responsabilità ma anche alla chiarezza, nel Pd e nel governo. Ma tra le parole e i fatti c’è di mezzo il mare. Se dovesse dare seguito a quello che dice, o il governo prenderà la giusta piega o le conseguenze saranno segnate». Giusta piega per chi? «Non parlo né di Renzi né di noi, ma dell’interesse degli italiani. Il governo dovrebbe fare le leggi nell’interesse degli italiani, non del mio partito o di quello di Renzi. Quella è un’altra riflessione, che non mi appartiene». Il governo viene accusato di non fare misure incisive. Questo consenso molto ampio di Renzi in che direzione lo influenza? È una strada che potreste seguire? «Come lo influenzerà non lo so. Dipenderà se alle parole seguiranno fatti. Ma noi non seguiamo nessuno: facciamo una politica nell’interesse degli italiani. Se la nostra politica coincide con quella del Pd, ben venga. Ognuno di noi ha una politica da portare avanti ma, laddove riesce a sposare idee e programmi con altri partiti, ebbene si legiferi assieme. Oggi però non c’è più il governo di larghe intese: c’è un governo di sinistra che sta portando avanti una linea politica e dei programmi che non coincidono col nostro. L’unica cosa possibile, allo stato attuale, è fare un governo coinvolgendo tutti i partiti politici che ci sono nel Parlamento, fare una legge elettorale e andare a votare, per fare chiarezza: una coalizione vince e una perde».  Se ho capito bene, propone un governo che coinvolga tutti i partiti attualmente presenti nell’arco parlamentare? «Per fare la legge elettorale e tornare a votare. A meno che il governo non riesca a legiferare in modo serio e concreto nell’interesse degli italiani, ma questo non spetta a noi che siamo all’opposizione bensì alla maggioranza».  Lei dice che è un governo di sinistra. Fra i punti proposti da Alfano per il programma di governo 2014 ci sono diversi punti su cui si potrebbe trovare un ampio dialogo con Renzi. Come vede questo rapporto? «Se questo governo ha intenzione di legiferare negli interesso degli italiani, che duri anche fino a fine legislatura. In caso contrario, l’unica soluzione è tornare a votare. Le riflessioni che fa NCC, non mi ricordo nemmeno la sigla come si chiama, insieme a quelle che fa il Pd, sono valide nel caso in cui si legiferasse nell’interesse degli italiani. Ma mantenere un governo nello stallo per un anno, che non aiuta gli italiani e l’Italia, sarebbe da incoscienti. Un anno di governo porterà a qualcosa di concreto nell’interesse degli italiani? Se sì, bene: che vadano avanti e noi continueremo a fare l’opposizione, a farla bene, a mantenere e sostenere il governo».  Renzi ha aperto al più ampio dialogo. Siete pronti ad ascoltare le sue proposte e trovare una mediazione? «Mi pare normale che deve parlare con le altre forze politiche all’interno del Parlamento. ‘Sta cultura di non parlare io non so chi l’ha messa in giro, ma intanto esiste. Ci sono forze che rappresentano gli italiani. Non è che chi la pensa diversamente da noi è un criminale o una persona con cui non si deve parlare. Si deve parlare con tutti. Se incominciamo a fare una riflessione più corretta, non fa male a nessuno».  Renzi si aggiunge a una serie di leader di partito molto giovani: Salvini per la Lega, Alfano per Ncd, Vendola per Sel, ora… «Perché personalizza il Pd? Il Pd non è solo Renzi…».  Renzi è il segretario… «Non può essere cancellato un partito che ha anni e anni di storia chiamandolo con Renzi o Salvini. In questo momento il Pd viene rappresentato da Renzi, ma domani potrebbe continuare ad essere Renzi come potrebbe essere Bersani, o un altro nome».  Ma non possiamo non ammettere che c’è stato un cambiamento sensibile. «Sì, c’è stato un cambiamento, ma chi ha votato non è stato il popolo del Pd, ma parte del popolo italiano. Molta gente che non è del Pd è andata a votare e ha sostenuto Renzi. L’analisi andrebbe fatta diversamente da come è stata fatta. Ma detto questo, mi faccia la domanda…».  Invece rimaniamo sul punto che ha sollevato… «Non è che ha votato il popolo del Pd. Questo è ciò che definiscono “primarie aperte”: Renzi ha preso i voti di quelli che sono all’interno del Pd ma anche di gente che non è del Pd, che è di destra e visto che gli fa simpatia Renzi è andata a votare per Renzi».  Oggi con una percentuale di preferenze così alta… «Da oggi Renzi si trova non più a discutere con quel popolo che l’ha votato, ma con le strutture di partito del Pd. Renzi ha fatto una forzatura, l’asso piglia tutto, e ha messo una segreteria che è tutta vicino al pensiero nuovo di Renzi. Intanto ha ottenuto un risultato, vedremo ora quale sarà il comportamento di Renzi e del Pd. Se il Pd si dovesse avvitare su problematiche interne e non occuparsi dei problemi della gente potrebbe mettere a rischio seriamente la stabilità non solamente del governo ma della politica nazionale».
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