Sanzioni sì? Sanzioni no: Renzi più vicino a Putin, ma senza urtare Obama

10 dicembre 2015 ore 11:53, Americo Mascarucci
Sanzioni sì? Sanzioni no: Renzi più vicino a Putin, ma senza urtare Obama
No dell’Italia al rinnovo automatico delle sanzioni europee alla Russia. 
Il premier Matteo Renzi prosegue dunque la tappa di avvicinamento alla Russia ma senza infastidire troppo gli Usa e l'Europa. Una tappa portata avanti a piccoli, quanto significativi, passi. Il Governo italiano ha infatti chiesto che si apra un dibattito politico sul rinnovo delle sanzioni economiche in scadenza il 31 dicembre e che l'Europa vorrebbe prorogare automaticamente. 
Il rinnovo di sei mesi delle sanzioni a Mosca era il primo punto nella riunione dei rappresentanti permanenti dei 28 paesi membri ma non prevedeva discussione proprio perché automatico. In pratica una semplice presa d'atto.
L'Italia però non ha approvato la proposta di rinnovo automatico per sei mesi chiedendo alla presidenza di turno lussemburghese che il tema fosse affrontato con un dibattito tra i 28 ambasciatori. Le sanzioni europee alla Russia sono state adottate gradualmente a partire dal marzo 2014 dopo l’annessione della Crimea da parte di Mosca e l’abbattimento dell’aereo della Malaysia Airlines per opera di ribelli filo-russi. 
Renzi ormai da tempo ha preso atto che proprio da Putin può venire una forte, risolutiva ed efficace azione di contrasto al terrorismo internazionale e di come non sia proprio il caso di continuare a punire il Cremlino con le sanzioni economiche. 
La Russia è infatti il Paese che più di tutti è impegnato sul fronte della lotta all’Isis in Siria mentre l’azione della coalizione internazionale capitanata dagli Usa non sembra ottenere concreti risultati. Tuttavia Renzi sembra muoversi con i piedi di piombo stando ben attento a tendere la mano alla Russia senza però infastidire troppo gli Usa. Ecco quindi che la proroga delle sanzioni europee alla Russia ha offerto un assist ottimo al Premier italiano che ha potuto così lanciare un segnale di amicizia verso Mosca senza dare troppo ad intendere che l’Italia preferisce un’alleanza con la Russia piuttosto che con l’America. Insomma una strategia che serve a Renzi per non far passare troppo il messaggio che la strategia filo russa portata avanti per anni da Berlusconi era quella più azzeccata e più conveniente per l’Italia. 
Infatti nei primi otto mesi del 2015 l’export italiano verso la Russia è crollato in valore del 29 per cento, fermandosi a 4,5 miliardi di euro dai 6,4 miliardi dello stesso periodo del 2014. Le sanzioni europee hanno portato a sua volta la Russia a decidere a partire dal 6 agosto 2014 il divieto all'ingresso di una lista di prodotti agroalimentari che comprende frutta e verdura, formaggi, carne e salumi dell'Ue, dagli Usa, ma anche da Australia, Canada e Norvegia. Una decisione che ha colpito pesantemente l’export europeo del settore. Tuttavia l'Europa intende mantenere separata la questione ucraina dalla lotta al terrorismo seguendo quindi una politica del doppio binario; sì all'alleanza con Putin contro l'Isis ma senza abbassare la guardia sulla vertenza dell'Ucraina, paese che vuole l'ingresso in Europa ma che la Russia vuole mantenere sotto il proprio controllo. Due binari che però inevitabilmente sembrano destinati ad incontrarsi, o meglio a scontrarsi. 
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