Ballarò scatena la guerra tra poliziotti: caso giubbotti scaduti, chi ha ragione?

10 dicembre 2015 ore 12:07, Americo Mascarucci
Ballarò scatena la guerra tra poliziotti: caso giubbotti scaduti, chi ha ragione?
Massimo Giannini, autore e conduttore di “Ballarò” (Raitre) lo dice chiaro e tondo: "Con riferimento al servizio di “Ballarò”, relativo all’equipaggiamento delle forze dell’ordine dopo gli attentati di Parigi,
e alla conseguente sospensione di un dirigente del Sap, ribadiamo l’assoluta correttezza del nostro lavoro giornalistico e la puntuale verifica dell’affidabilità delle fonti, interpellate come sempre senza alcuna tesi precostituita. Se dall’inchiesta della Procura fosse accertato un illecito commesso da appartenenti al corpo di Polizia di Stato, che ci abbiano fornito false informazioni, saremmo i primi a considerarci “parte lesa”. Il nostro inviato ha ascoltato diversi esponenti delle forze di Polizia. Il servizio era ampio, completo e accurato. Del resto, se non possiamo fidarci di un poliziotto, di quale altra fonte potremmo e dovremmo fidarci? Per questo, respingiamo ogni strumentalizzazione che chiami in causa la nostra trasmissione e il lavoro del nostro inviato". 

Una precisazione doverosa dopo che all'indirizzo del programma è giunta l'accusa di aver dato voce alle bugie di un agente che avrebbe fornito informazioni false sull'efficacia dei servizi di equipaggiamento delle forze dell'ordine.
Un'accusa che in verità da tempo sta tenendo banco in vari programmi televisivi e Ballarò è forse soltanto l'ultimo in ordine di tempo a descrivere una Polizia italiana dotata di caschi ammaccati e logori, giubbotti antiproiettile scaduti, mitragliette inefficienti, più simile ad un’armata Brancaleone che ad un comparto impegnato in prima linea nel contrasto alla criminalità e soprattutto al terrorismo nei mesi del giubileo. 
Il tutto con un obiettivo di fondo; dimostrare come il Governo tratti in pratica il comparto sicurezza senza alcun occhio di riguardo, anzi con il braccino corto. 
Non era vero nulla, reagisce ora la Polizia, dopo un’inchiesta svolta dal capo Alessandro Pansa: «Basta con questi agenti dal volto irriconoscibile che mostrano le dotazioni di servizio, oltre a tutto oggetti che non vengono neppure più utilizzati».  A Ballarò un dirigente del sindacato Sap, proprio con il volto oscurato, aveva mostrato quelle dotazioni scadenti e per questo è stato denunciato dai colleghi della Digos con una sfilza impressionante di contestazioni: “peculato, abuso d’ufficio, interruzione di pubblico servizio, abbandono di posto di servizio, pubblicazione di notizie esagerate false e tendenziose a turbare l’ordine pubblico”. È stato immediatamente sospeso dal servizio. 
L’accusa: avrebbe mostrato una serie di oggetti non più utilizzati dagli agenti e che erano già destinati alla rottamazione, per dimostrare che i poliziotti vengono mandati sulla strada in condizioni miserevoli. Invece non è così. Ad accusarlo, secondo i vertici della polizia, anche i filmati girati durante i pedinamenti. Durissime le accuse. E violentissima anche la reazione del Sap, il sindacato che annovera tra le sue fila ventimila tra i quasi 100 mila poliziotti italiani. «Sono tutte cazzate», esplode il segretario della sigla Gianni Tonelli. «Questa è una vera intimidazione, nei nostri confronti e nei confronti di tutti i colleghi che vogliono fa conoscere la verità ai cittadini». Incalza: «Quello che è stato fatto vedere in tv è tutto vero: quelli sono i caschi che dobbiamo utilizzare, quelle sono le nostre dotazioni. Chi sa come vanno le cose da noi non può non confermarlo».
A questo punto non resta che affidare la parola definitiva alla magistratura e se l'agente ha davvero raccontato il falso è giusto che venga punito. Ma se poi tutti i torti non li avesse avuti?
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