Effetto Le Pen: Salvini non va alla cena di Silvio. Milano Sala-ta

10 dicembre 2015 ore 14:13, Andrea De Angelis
Effetto Le Pen: Salvini non va alla cena di Silvio. Milano Sala-ta
In attesa del ballottaggio che dirà se in Francia quello di Marine Le Pen è stato solo un successo politico o uno scossone storico destinato a stravolgere gli equilibri istituzionali e politici d'oltralpe (arrivato anche ma non solo in seguito agli attentati terroristici del 13 novembre), anche in Italia arriva l'eco di quanto accaduto al di là dei confini nazionali. 
Del resto tra un salva-banche e una riforma sempre pronta da tirare fuori, si avvicina il momento delle elezioni amministrative dello Stivale. Una tornata elettorale quella della prossima primavera che dirà molto sul futuro del centrodestra e del centrosinistra, coinvolgendo i vari Renzi e Berlusconi, ma senza dimenticare un certo Matteo Salvini. Il quale in quel di Milano ha le idee chiare: alla guida della città dovrà andare un uomo forte, capace di procedere a braccetto con Roberto Maroni. La Lombardia, insomma, vuole tingersi di verde, con o senza Salvini candidato. Perché, Sallusti a parte (alcuni lo danno sempre più come sicuro candidato del centrodestra nel capoluogo lombardo), la tentazione del leader leghista di prendere il posto di Pisapia è ancora viva. E poco importa che in quel di Bologna Berlusconi lo abbia affiancato sul palco: Milano era del Cavaliere, adesso può essere sua. Anche e soprattutto dopo quanto successo in Francia, dice chi sostiene il Matteo due. 

Anche perché Berlusconi non vuole certo mettersi da parte. Secondo gli ultimi spifferi proprio ieri avrebbe dovuto svolgersi un vertice ad Arcore tra Berlusconi, Salvini e Meloni. Salvini ieri sera avrebbe però disdetto venendo a Roma molto presto, con il primo volo da Milano. La Meloni però sarebbe stata avvertita del cambio di programma soltanto quando era già arrivata a Milano e la cosa non l'avrebbe resa molto felice. Il punto è proprio Milano: nei sondaggi Sala sarebbe saldamente in testa e forse Sallusti è meglio che resti alla guida de Il Giornale. Con il leader leghista in campo invece i numeri potrebbero cambiare nella città che ha ospitato l'Expo, con o senza Sala come avversario. 
Ma anche nel centrosinistra le cose non vanno bene e c'è chi, sul fronte renziano, consiglia ancora al premier di andare alle urne prima che sia troppo tardi. Prima cioè che i vari Giovanardi & Company riescano davvero a far cadere il Governo. Magari proprio sulle unioni di fatto, alla faccia dell'unione tra Pd e Ncd. Sempre più ballerina, nonostante Giubileo ed Isis. Fantapolitica? Forse, ma la tentazione di far saltare il tavolo, seppur latente, non è mai svanita. 
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]