Pensionato suicida, Cecconi (5S): "Renzi ricorda? Proposto il Fondo Interbancario, ma il governo disse no"

10 dicembre 2015 ore 14:33, Lucia Bigozzi
Pensionato suicida, Cecconi (5S): 'Renzi ricorda? Proposto il Fondo Interbancario, ma il governo disse no'
“Il decreto salva-banche? Lo dice il nome: salva le banche ma non i cittadini che hanno perso i loro risparmi. Il ristoro di cui parla Renzi è solo un palliativo, è la norma che è sbagliata all’origine”. Va all’attacco Andrea Cecconi, parlamentare 5S, che nell’intervista a Intelligonews evidenzia un’alternativa che il governo ha respinto ma che oggi Bruxelles ‘approva’: il ricorso al fondo interbancario per la tutela dei risparmiatori. E a Renzi dice: “Dica la verità”. 

Da politico, che effetto le ha fatto leggere che un pensionato si è ucciso perché ha perso i suoi risparmi?

«Non è la prima volta che per problemi di povertà, mancanza di lavoro o per Equitalia che stressa le persone per il recupero crediti, la gente di toglie la vita. Il senso vero è che bisogna porre la massima attenzione e tutela alle fasce più deboli della popolazione; cosa che noi portiamo avanti da quando siamo entrati in Parlamento e che, invece, il governo non sta facendo. Il parlamento apra gli occhi e il governo, anziché fare provvedimenti-spot o altre norme che mettono ancora più in difficoltà le fasce deboli, cominci a fare qualcosa di serio»

Come valuta il decreto salva-banche?

«Noi lo consideriamo una sorta di presa in giro per i cittadini, compresi anche moltissimi dipendenti delle stesse banche in crisi che sono stati sollecitati ad acquistare azioni e obbligazioni. Ci sarebbero state tantissime altre strade ma il governo ha scelto la via del decreto e dunque la responsabilità è tutta dell’esecutivo anche perché proprio oggi l’Europa dice che si poteva utilizzare il fondo interbancario a tutela dei risparmiatori, come noi chiedevamo. A questo punto, o il governo torna sui suoi passi oppure questa storia del salva-banche appare francamente ridicola».

Ma Renzi proprio oggi ha parlato di un “ristoro” per i risparmiatori che pare si aggiri sul 30 per cento. Che ne pensa?

«Niente altro che un palliativo. Il punto è che è sbagliato il provvedimento all’origine»

In concreto cosa proponete per uscire dal “pantano”? 

«Prima che arrivasse al decreto salva-banche abbiamo detto che il governo avrebbe potuto nazionalizzare le banche in crisi - non solo le quattro di adesso - perché nessuno crede al fatto che esecutivo e Bankitalia non sapessero nulla. Nonostante questo, è stato partorito il salva-banche che, appunto, salva le banche ma non completamente i risparmiatori. Noi abbiamo proposto di usare il fondo interbancario ma dal governo ci hanno risposto che non si poteva fare perché Bruxelles era contraria e lo avrebbe considerato un aiuto di Stato. Oggi, guarda caso Bruxelles fa sapere che si poteva usare quel fondo che oltretutto è fatto dai soldi delle banche; quindi o non dice la verità l’Ue oppure non la dice il governo. In entrambi i casi, prima di sabato quando il decreto verrà discusso in Commissione Bilancio noi vogliamo una risposta chiara».

Proprio in vista di sabato, cosa suggerirebbe a Renzi? La stessa Serracchiani, obbligazionista, ha perso una parte dei suoi risparmi.

«Che in mezzo ci sia finita la Serracchiani mi interessa poco. Io tra l’altro vengo dalle Marche, un territorio che sta soffrendo molto per quanto sta accadendo. Noi vogliamo che prima di sabato il governo dica la verità su quanto è stato fatto. Noi parlamentari non abbiamo ancora accesso ai documenti del decreto ma vogliamo sapere come si è arrivati a questa norma e perché non è stato usato il fondo interbancario per tutelare il maggior numero di risparmiatori»

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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