Fabrizio Di Stefano (Fi): "Appello ai parlamentari cattolici e identitari: sosteniamo senza timori Marion"

10 dicembre 2015 ore 15:02, Marco Guerra
Fabrizio Di Stefano (Fi): 'Appello ai parlamentari cattolici e identitari: sosteniamo senza timori Marion'
 “Marion le Pen incarna i valori identitari e il comune sentire del popolo, per questo tutti i parlamentari italiani sensibili ad alcuni temi etici dovrebbero esprimere pubblicamente il loro sostegno alla candidata del Front”. 
È un vero e proprio appello pubblico quello lanciato attraverso IntelligoNews dal deputato di Forza Italia, Fabrizio Di Stefano. Il parlamentare azzurro vede infatti nell’azione politica della giovanissima (appena 26 anni) esponente della dinastia Le Pen la risposta a quelle masse di elettori che chiedono una netta difesa dell’identità nazionale e dei valori tradizionali.

Come analizza il successo di Marion Le Pen e cosa spera per il ballottaggio alla presidenza della regione Provenza- Alpi- Costa Azzurra?

"Colgo l'occasione per fare un appello non solo ai parlamentari di centro-destra. Mi rivolgo a tutti quei parlamentari che fanno dei valori cattolici identitari una bandiera della loro azione politica. Tanta preoccupazione è stata espressa sul risultato francese, ma io invito a riflettere sulla battaglia che vede protagonista Marion Le Pen su tematiche identitarie e religiose e lo fa non soltanto attraverso l’azione parlamentare ma anche esponendosi in piazza al fianco del movimentismo cattolico, tant’è che è stata chiama la Vandeana. E sono tanti in Italia quelli che credono in queste battaglie valoriali e che si battono in parlamento contro alcuni provvedimenti come ddl Cirinnà, l’introduzione del gender nelle scuole, la depenalizzazione delle droghe leggere che tanto leggere non sono…

Insomma, chiama a raccolta un fronte trasversale sui temi etici che possa ritrovarsi nella figura di Marion Le Pen?

La vittoria al primo turno di Marion - che ha sostenuto sempre queste battaglie anche prendendo parte a manifestazioni pubbliche e dando aperto appoggio alla Manif francese e alla grande marcia per la famiglia - ci dimostra che non dobbiamo, al contrario, temere le reazioni dei moderati. Queste posizioni in Francia sono state ampiamente premiate dagli elettori. La ragazza si è impegnata in maniera forte e anche politicamente vincente. Su questo dobbiamo riflettere e non temere di passare per reazionari o estremisti”.

Quindi qual è l’insegnamento che arriva dalla Francia?

C’è una maggioranza del popolo che condivide le tematiche e le battaglie identitarie e valoriali che sono alla base del movimentismo cattolico; la difesa della famiglia e della vita e l’opposizione a politiche che vanno contro questi valori nelle scuole e nella società. E che bisogna farlo con coraggio e senza timore, non solo in parlamento ma anche sostenendo il movimentismo di piazza. Questo è l’insegnamento che arriva in particolare dall’azione di Marion. La giovane Le Pen non rappresentata il passato e una posizione estremista ma un sentimento diffuso del popolo francese che si è ritrovato nelle sue battaglie e che lei sa così bene interpretare in chiave fresca, giovane e moderna”.

Come si concilia questa istanza con l’ala più liberale di Forza Italia? Sono note le posizioni a favore dei matrimoni omosessuali e perfino delle adozioni per coppie dello stesso sesso condivise da alcuni esponenti azzurri…

Anzitutto credo che nessuna componente di Forza Italia sia a favore di questa ventata di agnosticismo che pervade l’Italia e che porta addirittura dei sacerdoti a non fare il presepe per non offendere le altre culture. Ritengo che tutto il partito sia schierato su una battaglia mirata a difendere la nostra storia e la nostra cultura. Poi su alcuni temi sensibili c’è una minoranza che non la vede in questo modo, ma è una minoranza e in democrazia le minoranze hanno diritto esprimere le proprie istanze ma sono le maggioranze che determinano le scelte. Insomma, io credo che nel centro-destra la stragrande maggioranza, seppur in maniera molto timida, la pensi così. Noi dovremmo vincere questa timidezza su questi temi che non sono di retroguardia ma di avanguardia. In questo caso è l’identità stessa dell’Europa che va difesa”.

Quindi la lezione che uscirà delle urne francesi sarà per tutta l’Europa?

La lezione già c’è stata la scorsa settimana, perché di fronte al coro del pensiero unico che viene da sinistra e purtroppo anche da destra c’è stata la risposta identitaria dei francesi. Una ventata che non è frutto solo della reazione agli attentati, ma che era annunciata già da tempo dai sondaggi. Chi fa politica deve saper cogliere questo sentire che va verso i valori tradizionali e l’identità patriottica. In Italia il sentire patriottico è difeso da pochissimi nei fatti”.

Se si esclude il patriottismo, non teme che la Lega di Salvini abbia già preso il monopolio di queste battaglie identitarie?

Come diceva giustamente Tajani qualche giorno fa in un’intervista: c’è una differenza netta tra i giovani del Front e quelli della Lega. In Francia c’è una difesa dell’identità nazionale moto forte che non mi pare ci sia da questa parte. Ad ogni modo ben venga chiunque difende certi valori - che trovano la sintesi proprio nell’unità nazionale – e non mi importa di essere il secondo della squadra ma che la squadra sia vincente e che possa condizionare in positivo le politiche dell’Italia. Non mi interessa chi prende la prima bandiera, che le prenda pure tutte, anche quelle dell’unità nazionale, purché le prenda nella consapevolezza che si combatte una battaglia giusta”.

Il modello politico francese mostra però una via del tutto diversa dal gioco delle alleanze che domina in Italia. Il Front trae forza proprio dal fatto che non ha mai smussato la sua identità per cercare un accordo con i repubblicani…

Sono situazioni diverse, in politica si devono far vincere le proprie idee e le proprie tesi e con la legge elettorale italiana il centro-destra deve andare unito e compatto. La maggior parte dei valori a cui faccio riferimento sono condivisi da Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia e non ci vedo nulla di male se questi tre partiti lavorino insieme su queste battaglie. L’importante è che vengano difesi davvero e con forza”.

Insomma il Front National insegna che la coerenza paga. Sui temi etici chiede la stessa fermezza?

Bisogna capire che la gente per fortuna crede ancora in questi valori e apprezza chi li difende”.

Secondo lei ci sono altri parlamentari che guardano con favore al Front National?

Ribadisco che non faccio un discorso a favore del Front, ma un discorso su un tipo di politica che, in questo caso, è stata personificata da Marion su tematiche specifiche e ben determinate, che poi sono i valori a cui tengo. Non mi interessa il partito invece, perché anche nel Front ci sono posizioni più laiche”.

Vede una figura simile alla Marion in Italia? Abbiamo una nostra Giovanna d’Arco?

Ci potrebbe essere, ma Giovanna d’Arco appartiene alla tradizione francese…lasciamola ai francesi”.
autore / Marco Guerra
Marco Guerra
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