Salvataggio banche, la Ue bacchetta Renzi: "Servono sistemi che garantiscano le persone”

10 dicembre 2015 ore 20:22, Luca Lippi
Salvataggio banche, la Ue bacchetta Renzi: 'Servono sistemi che garantiscano le persone”
Jonathan Hill (commissario Ue per la Stabilità finanziaria e i servizi finanziari) relativamente alla questione del salvataggio delle quattro banche italiane da parte del Governo italiano dice: “c'è chiaramente una conseguenza per dei cittadini che si sono ritrovati con della banche che stavano vendendo prodotti non idonei” tuttavia prosegue riguardo le misure adottate per far fronte alla crisi di liquidità dei quattro istituti di credito "sono state ritenute compatibili con la legislazione europea". Contestualmente ha ricordato che il 22 novembre la Commissione europea ha dato il via libera al salvataggio delle quattro banche e sottolineato che i casi analoghi registrati in passato in altri Paesi "sono avvenuti prima della riforma delle regole del sistema bancario". Dunque accuse e poi un pò di carota per il governo Renzi da parte dell’Ue, che comunque puntualizza dicendo che le modalità con cui si è deciso di procede al riassetto delle quattro banche regionali italiane in dissesto sono state scelte dalle autorità della Penisola e che l'Ue ha unicamente avuto il ruolo di "assicurare che le misure prese fossero in linea con le normative comunitarie e con le regole sugli aiuti di Stato alle banche". Precisazioni dopo che ieri in un'audizione alla Camera il capo della vigilanza della Banca d'Italia, Carmelo Barbagallo, ha affermato che l'intervento del Fondo interbancario di tutela dei depositi (Ftdi) non era stato possibile "per la preclusione manifestata dagli uffici della Commissione Europea". Bruxelles ha risposto direttamente a Barbagallo chiarendo che la commissione non ha sollevato preclusioni di principio sull'uso delle risorse nel fondo di garanzia dei depositi per intervenire sulle quattro banche. Il punto è che questi interventi devono avvenire senza aiuti di Stato o rispettando le regole Ue sugli aiuti di Stato. Analogamente, il piano dell'Italia per intervenire con il fondo di risoluzione doveva rispettare i medesimi principi, cosa che ha consentito alla Commissione di approvare l'intervento. Se c'è l'aiuto pubblico, "le regole richiedono che gli azionisti esistenti e i titolari di obbligazioni subordinate contribuiscano ai costi in linea con i principi di condivisione delle perdite e questo", ha concluso l'Ue, "punta a limitare le distorsioni alla concorrenza".
Salvataggio banche, la Ue bacchetta Renzi: 'Servono sistemi che garantiscano le persone”
Tutto questo accadeva mentre il Premier era alle prese col suicidio del pensionato che si è tolto la vita dopo aver perso oltre 100.000 euro. Ha detto Renzi dopo aver rivolto le condoglianze alla famiglia della prima (?) vittima del “Salva banche: "io dico meno male che abbiamo fatto il decreto perché sennò la situazione sarebbe stata anche peggiore: almeno, abbiamo salvato migliaia di conti correnti. Tuttavia stiamo cercando di poter individuare una soluzione, soprattutto per gli obbligazionisti, nei limiti delle regole europee, una forma di ristoro". Il premier, Matteo Renzi, assicura che il governo, dopo aver salvato migliaia di correntisti, troverà una soluzione anche per gli obbligazionisti delle quattro banche salvate. E mentre il premier cerca di sedare gli animi cercando di fronteggiare il contraccolpo di “un’involuzione morale” del sistema bancario nazionale che sta “barbarizzandosi” alle regole del meno “attento” sistema bancario internazionale, l’avv. Carlo Rienzi (presidente del Codacons) ha deciso di presentare esposto alla Procura della Repubblica per il grave reato di istigazione al suicidio. Nello specifico, l’avv. Rienzi vuole verificare "se eventuali comportamenti di organi pubblici o soggetti privati abbiano potuto in quale modo contribuire al tragico gesto, spingendo l'uomo alla disperazione e quindi al suicidio. Si tratta di un episodio gravissimo, e il rischio maggiore è quello dell'emulazione". Anche l’Acri (associazione di fondazioni e di casse di risparmio) non esclude di scendere al fianco delle fondazioni presenti nel capitale delle quattro banche salvate. In qualità di azionisti le diverse fondazioni (Fondazione Carichieti, Fondazione Carife, e per Banca Marche le fondazioni di Macerata, Pesaro, Jesi e Fano) hanno, infatti, visto azzerare il valore della propria partecipazione. "L'Acri è un'associazione solidale, stiamo cercando di approfondire questo tema con le fondazioni coinvolte", ha detto il presidente, Giuseppe Guzzetti.

Dalla parte della politica, all’opposizione, invece Matteo Salvini ha chiesto lo scioglimento di Banca d’Italia, poiché nella sua funzione di organo di vigilanza, non ha affatto vigilato, criticando anche la normativa europea avallata dal Pd secondo la quale dal 1 gennaio 2016 “se salterà una banca d'ora in poi non paga il banchiere, paga chi ha il conto corrente, ma le sembra normale?" conclude Salvini. Per Forza Italia invece la soluzione immediata è quella del risarcimento totale ai risparmiatori che hanno investito nelle banche. In realtà gli spazi per recuperare ci sarebbero senza necessariamente ricorrere a interventi diretti dello stato, né a fini propagandistici trasversali né a danno della collettività; basterebbe valutare i crediti deteriorati totali delle quattro banche e venderli prima che confluiscano in una bad bank per finanziare le nuove quattro realtà che sorgeranno sulle ceneri delle banche fallite.

autore / Luca Lippi
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