Isis, la Francia pensa alla sua Guantanamo per jihadisti. Hollande come George W.Bush?

10 dicembre 2015 ore 16:00, intelligo
Isis, la Francia pensa alla sua Guantanamo per jihadisti. Hollande come George W.Bush?
Se ne parla in Francia, eccome. Dopo le stragi del 13 novembre oggi in Francia ci si chiede se nella lotta all’Isis sia opportuno prevedere e poi assumere anche misure estreme. Come quella di costruire proprio in territorio francese una nuova Guantanamo per sospetti jihadisti, non solo stranieri ma anche e soprattutto francesi. A proporre la misura che George W. Bush dopo l’11 settembre (ma solo per terroristi stranieri), sono le forze di opposizione che chiedono una legge ad hoc per istituire un centro di detenzione. Il governo francese prende atto e gira formalmente il quesito al Consiglio di Stato per sapere se “la legge può autorizzare una provazione di libertà degli interessati a titolo preventivo e prevedere la loro detenzione in centri realizzati a questo scopo?”. Lo rivela il quotidiano francese Le Monde riportando poi le dichiarazioni dell’esecutivo secondo cui si tratta di una proposta “formulata dall’opposizione dopo gli attentati”. Insomma, la Francia rivede il suo antico concetto di libertà? Per ora se ne discute ma è altrettanto vero che l’idea viene valutata, cioè resta sul tavolo delle opzioni. E se venisse costruito il centro di detenzione per sospetti Jihadisti in stile Guantanamo, potrebbero finirci le ventimila persone monitorate perché ritenute pericolose per la sicurezza dei cittadini francesi e dello Stato. Nella ipotetica nuova Guantanamo potrebbero finirci anche le persone sospettate di essere contigue ad ambienti jihadisti pur senza aver commesso un reato. In questo senso, si stima che i segnalati per rapporti con l’Isis sarebbero oltre diecimila. 

OPZIONI ALTERNATIVE. Se il Consiglio di Stato dovesse dire no alla Guantanamo in versione francese, il ministero dell’Interno guidato da Cazeneuve starebbe considerando anche due ipotesi alternative. La prima: stabilire la misura solo per chi è già stato condannato per terrorismo anche se ha già scontato la pena. La seconda: ricorrere al braccialetto elettronico o agli arresti domiciliari per chi è considerato pericoloso o sospetto. Inutile dire che la proposta sta suscitando un vespaio di polemiche, al punto che dal dipartimento della Giustizia il ministro Christiane Taubira si è affrettata a dire che in fondo, il governo è contrario e si è rivolto al Consiglio di Stato per farsi dire di no e affermare l’incostituzionalità della richiesta formulata dalle forze di opposizione. Ma intanto, l’iter si è messo in moto. 

LuBi
autore / intelligo
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