Italiani sempre più depressi, ma spunta il farmaco "stimola-neuroni"

10 dicembre 2015 ore 16:09, Americo Mascarucci
Italiani sempre più depressi, ma spunta il farmaco 'stimola-neuroni'
In Italia almeno 1,5 milioni di persone soffrono di depressione mentre il 10% della popolazione italiana, cioè circa 6 milioni di persone, hanno sofferto almeno una volta, nel corso della loro vita, di un episodio depressivo. 
Secondo le previsioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, nell'anno 2020 la depressione sarà la seconda causa di malattia, dopo le malattie cardiovascolari, in tutto il mondo, Italia compresa. 
Sono questi gli allarmanti numeri che fotografano la potenza della cosiddetta "bestia nera", il male che sembra colpire indiscriminatamente uomini e donne, ricchi e poveri, senza fare distinzioni di categoria o di sesso. 
Le sindromi depressive colpiscono soprattutto la popolazione anziana, gli ultra sessantacinquenni, e il numero di anziani sofferenti di depressione sembra destinato a salire per il progressivo invecchiamento della popolazione. Per quanto riguarda la diffusione in rapporto al sesso, le donne, soprattutto nella fascia di età compresa tra i 40 e i 50 anni, sarebbero colpite in misura doppia rispetto agli uomini. 
A causa dei molti pregiudizi presenti nei confronti del disturbo depressivo, solo il 25% dei pazienti, uno su quattro, consulterebbe lo specialista. Eppure nella maggior parte dei casi le fasi acute del disturbo, con un'adeguata terapia, potrebbero regredire nel giro di 4- 6 settimane. La mancanza di lavoro, le continue difficoltà economiche a cui sono sottoposte tantissime famiglie italiane risulterebbero essere le cause principali in molti individui dell’insorgenza della depressione.
Non è ancora chiaro ai medici come la depressione nasca e quali sono i motivi della sua insorgenza. Al momento sono disponibili pochissimi antidepressivi, 20 in tutto, che in molti casi non riuscirebbero però a risolvere il problema del paziente.
Secondo una recente statistica solo il 33% delle persone che hanno la depressione guarirebbero grazie ai medicinali attualmente in commercio.

Ecco perché la notizia diffusa in queste ore relativamente ai ricercatori del Massachusetts General Hospital che starebbero sperimentando un nuovo antidepressivo in grado di stimolare la crescita delle cellule in una parte essenziale del cervello è stata accolta molto positivamente, riaccendendo la speranza per tanti pazienti affetti dal "male oscuro".
Il nuovo farmaco denominato "NSI-189" è stato inventato da un medico trentenne, Maurizio Fava, può essere somministrato solo in via orale e secondo gli studi effettuati dallo scienziato avrebbe la capacità di ricostruire i neuroni distrutti dalla depressione.
"La ricerca è appena entrata nella seconda fase sperimentale e i risultati emergeranno nei prossimi due anni - ha annunciato Fava - questa seconda fase coinvolgerà in tutto 220 pazienti, avrà lo scopo di verificare in via definitiva l'efficacia del farmaco e darà i suoi risultati all'inizio del 2017. Se l'esito sarà positivo si arriverà ad una terza ed ultima fase sperimentale che darà i suoi esiti nel 2018". 
Dunque si tratterebbe di una possibile alternativa all'utilizzo degli antidepressivi finora in commercio ma della cui concreta efficacia nessuno può essere realmente certo. La ricerca va approfondita ma la speranza per tutti è che i risultati, presto o tardi, possano dare esiti positivi. 
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]