Chi va in bici è più intelligente, ma in Italia solo quattro città sono al top

10 dicembre 2015 ore 19:14, Andrea De Angelis
Chi va in bici è più intelligente, ma in Italia solo quattro città sono al top
Alla faccia di chi vuole (o vorrebbe) mettere il bollo sulle due ruote. Senza motore, si intende. L'uso della bicicletta semmai sarebbe da incentivare, non solo perché riduce lo smog, ma anche in quanto rallenta i processi di invecchiamento. 

In realtà che l’esercizio fisico migliori lo stato di salute muscolare e cardiovascolare, le capacità cognitive e la resistenza all’invecchiamento si sa da sempre o quasi. Non era noto, però, se e in quale misura svolgere attività motorie potesse anche agire sui processi di plasticità cerebrale, cioè la capacità dei circuiti del cervello di adattarsi in risposta agli stimoli ambientali. Le due ruote, insomma, fanno bene al cervello.
Ad affrontare il tema sono stati i ricercatori Alessandro Sale dell’Istituto di neuroscienze del Consiglio nazionale delle ricerche (In-Cnr) di Pisa e Claudia Lunghi del Dipartimento di ricerca traslazionale e delle nuove tecnologie in medicina e chirurgia dell’Università di Pisa, focalizzando l’attenzione sul sistema visivo.
La ricerca, pubblicata su Current Biology, riguarda in particolare un fenomeno chiamato rivalità binoculare. "Quando i nostri occhi vedono due immagini diverse, il cervello va in confusione e, per uscire dall’empasse, privilegia ora l’uno ora l’altro dei due segnali" spiega Sale. "Quindi se vengono inviati stimoli contrastanti (per esempio linee orientate in modo diverso) ai due occhi di un soggetto, egli riporterà una continua alternanza delle due immagini, che verranno percepite per una durata temporale che è funzione della forza dell’occhio a cui lo stimolo è presentato" aggiunge il ricercatore.
La durata della percezione del segnale è un indice della plasticità della corteccia visiva adulta, come osservato da un precedente studio di Lunghi. "Abbiamo dimostrato -sottolinea- che se si chiude per circa due ore l’occhio dominante, lo stimolo proiettato all’occhio che era stato chiuso sarà percepito per tempi più lunghi. In pratica chiudere un occhio non indebolisce la forza attribuita ai segnali che gli vengono inviati, anzi la potenzia". Queste conoscenze sono alla base della nuova ricerca, ovvero lo studio della plasticità del cervello quando si svolge un’attività motoria.

Chi va in bici è più intelligente, ma in Italia solo quattro città sono al top
"Abbiamo testato gli effetti di due ore di bendaggio di un occhio su 20 soggetti adulti in due diverse condizioni sperimentali: in una i soggetti stavano seduti durante le due ore di bendaggio e nell’altra pedalavano su una cyclette" prosegue Lunghi all'Adnkronos, "I risultati -dice- sono sorprendenti: quando i soggetti svolgevano attività motoria gli effetti del bendaggio monoculare sono apparsi molto più marcati, con un notevole potenziamento della risposta agli stimoli presentati all’occhio che era stato chiuso rispetto all’analoga risposta osservata quando erano stati a riposo".
Questi risultati hanno importanti applicazioni in campo clinico per una patologia molto diffusa e incurabile, l’occhio pigro o ambliopia, per cui l'esercizio fisico volontario si prospetta ora come una via promettente per stimolare la plasticità visiva in maniera fisiologica e non invasiva. Tuttavia i meccanismi alla base del fenomeno sono in fase di studio. "Una delle possibili spiegazioni parte dall’osservare che la chiusura temporanea di un occhio riduce nella corteccia visiva i livelli di un neurotrasmettitore inibitorio per il sistema nervoso (Gaba)" affermano Sale e Lunghi.

Ma se in Paesi come l'Olanda e il Belgio le biciclette sono quasi un simbolo, com'è la situazione in Italia? Sono quattro le capitali delle due ruote nello Stivale, ma ben venti le città che hanno performance di ciclabilità a livello europeo. 
Lo rivela il rapporto 'l'A Bi Ci' della ciclabilità di Legambiente (realizzato attraverso un questionario a tutti i Comuni capoluogo di provincia), in collaborazione con Rete mobilità nuova e presentato al ministero dell'Ambiente la scorsa primavera.
Legambiente incorona Bolzano, Pesaro, Ferrara e Treviso come capitali della bicicletta. Il motivo? In questi comuni almeno un quarto degli abitanti vanno in bici tutti i giorni. 
Il rapporto non nega la distanza enorme che divide città come Torino e Roma da Amsterdam e Copenaghen, ma sottolinea un aspetto: gli italiani sono ben disposti a pedalare, purché vi siano le condizioni per farlo. Al momento tali requisiti sembrano esserci soprattutto, anzi quasi esclusivamente nella parte settentrionale del Paese, visto che tra le città più ricche di ciclisti vi sono le varie Ravenna, Rimini, Piacenza, Sondrio, Pavia, Reggio Emilia, nonché Venezia e Pisa. 

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