La profezia di Bulgakov, il russo “disorganico”

10 febbraio 2014, intelligo
di Gianfranco Librandi.
La profezia di Bulgakov, il russo “disorganico”
Universalmente noto per “Il Maestro e Margherita”, forse il più estroso libro sul Diavolo e dintorni politico-ideologici che sia mai stato scritto, Michail Bulgakov era il classico tipo di intellettuale che non rinuncia alle sue idee. Soprattutto quando stanno diventando scomode. Il che avveniva nella Russia intorno al Venti, mentre le ultime sacche della resistenza anticomunista cedevano alla inarrestabile marcia bolscevica.
Bulgakov, nato a Kiev nel 1891, medico volontario nel carnaio della Grande Guerra, nonché scrittore immaginifico e irriverente, stava “dalla parte sbagliata”. Insieme ai Bianchi controrivoluzionari. Di questa “milizia”, sempre vissuta da “intellettuale disorganico”, offrono testimonianza opere straordinarie come “La guardia bianca”, “I giorni di Turbin” (che ne è la rielaborazione teatrale), “Cuore di cane”. Ma anche i brevi scritti, proposti adesso dalla pistoiese Via del Vento (“Scarafaggio ed altre prose”, a cura di Paolo Galvagni, pp.37, euro 4), sono in qualche modo “esemplari”. A partire dal primo, “Prospettive future”(1919) dove Bulgakov si interroga sull’avvenire del suo popolo: come uscirà la Russia dal bagno di sangue in cui è precipitata? Male. Una vita migliore non la vedranno i figli, ma i nipoti. Con tanto di dibattito sul meglio e il peggio… Inquietudini e disincanti si ripropongono anche negli altri scritti, a conferma che Bulgakov vede e prevede, tra gli ultimi sussulti di un mondo che si disfa sotto il peso delle proprie debolezze e un ordine nuovo che incalza, tetro e feroce. Nessuno comunque tapperà la bocca allo scrittore. Anche quando - Stalin imperante - gli si impedisce di pubblicare romanzi e di collaborare ai giornali. E tutte le sue opere teatrali sono tolte dai cartelloni. Basta a fargli piegare il capo? Non basta. Bulgakov, il 28 gennaio del 1930, scrive al governo per protestare. No, dice, non scriverò mai una pièce comunista per ingraziarmi il potere. Non rinnegherò le mie idee, non sconfesserò i miei libri, non sarò mai un compagno di strada. E chi ci crederebbe, poi, a un Bulgakov bolscevico?
autore / intelligo
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