Polizia anti-cyberbullismo sui banchi di scuola: quali pericoli?

10 febbraio 2016 ore 7:41, Andrea De Angelis
Polizia anti-cyberbullismo sui banchi di scuola: quali pericoli?
Microsoft Italia e Fondazione Mondo Digitale
, in collaborazione con Polizia Postale e delle Comunicazioni, hanno dato vita ad un’iniziativa che ha coinvolto oltre 1000 studenti di 21 scuole italiane – distribuite in tutte le 20 regioni – nella realizzazione di un Manifesto per la sicurezza su Internet “dai giovani per i giovani”. Il progetto, accompagnato da un viaggio virtuale tra le scuole che ne ha monitorato i progressi, ha evidenziato una grande attenzione degli studenti per le problematiche legate alla sicurezza della navigazione su internet, tema che li riguarda molto da vicino nelle sue tante sfaccettature. I team di lavoro si sono focalizzati principalmente sugli aspetti legati all’utilizzo dei social network, all’uso sicuro dello smartphone, al cyber bullismo e alla pedofilia online, ambiti ritenuti a più alto rischio per i propri coetanei.   Il cyberbullismo, in particolare, è risultato il tema più dibattuto da tutti i gruppi di lavoro.

L'appello a unire le forze contro il cyberbullismo e gli abusi sessuali online arriva dal Telefono Azzurro con la 'Carta di Roma' lanciata in occasione del Safer Internet Day, la Giornata mondiale per la sicurezza in rete promossa dalla Commissione europea e celebrata in oltre 100 nazioni. 
Articolata in 25 punti, la Carta richiama tutti alle proprie responsabilità. In primis la politica, con la revisione delle norme contro lo sfruttamento e gli abusi sessuali ai danni dei minori, quelle a protezione dei loro dati personali, e con la tutela delle vittime nella legge sul cyberbullismo. Emergenza, questa, avvertita sia nella maggioranza che tra le opposizioni, con l'M5S che annuncia una sua proposta di legge. 
Per difendere i ragazzi servono leggi 'ad hoc', ma prima ancora un bagaglio di conoscenze e competenze digitali tra i docenti e nei genitori, che non sempre hanno familiarità con la tecnologia. Vediamo alcune dichiarazioni riprese puntualmente dall'Ansa. "La scuola sta facendo la sua parte", assicura il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini, che ha lanciato la campagna contro il cyberbullismo dando un messaggio chiaro ai giovani: "non siete soli, le vittime parlino". "La rete, ragazzi, è uno spazio di libertà, sappiatelo usare! Non datela vinta ai bulli", è il messaggio della presidente della Camera Laura Boldrini. 
Più difficile l'educazione digitale di bambini e adolescenti nelle case, con 23 milioni di italiani che non hanno mai usato internet. "L'alfabetizzazione informatica non può essere lasciata al destino, serve intervenire come si è fatto con la campagna di alfabetizzazione nei primi del Novecento", sostiene Silvia Costa, presidente della commissione Istruzione dell'Europarlamento. 

Dunque scopriamo che i pericoli sono spesso legati alla scarsa informazione. Conoscere meglio gli strumenti in mano ai più giovani non è solo un modo per stare al passo con i tempi, ma un preciso dovere. Specie per un genitore. Ricordiamo poi come i Paesi dove i cittadini hanno avuto meno problemi di sicurezza internet nel 2015 sono la Repubblica ceca (10%), l'Olanda (11%), la Slovacchia (13%) e l'Irlanda (14%). Ad avere più problemi, invece, i croati (42%), gli ungheresi (39%), i portoghesi (36%), i maltesi (34%) e i francesi (33%). L'Italia, con il 28%, si situa allo stesso livello di Svezia ed Estonia, verso la metà bassa della classifica.  Non fanalino di coda dunque, ma c'è tanto lavoro da fare e simili iniziative non possono che contribuire al miglioramento. 
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