Patty Pravo, quella frecciatina politica su Sanremo: "Meglio in gara che ospite"

10 febbraio 2016 ore 8:42, Andrea De Angelis
Lo stile è quello di sempre, inconfondibile. Di grinta poi ne ha da vendere e il fascino, signori, non conosce davvero età quando si parla di lei. Patty Pravo torna per l'ennesima volta a Sanremo e lo fa a poco meno di due mesi dall'inizio del nuovo, attesissimo tour. 

In gara dunque, non ospite. Ci tiene a sottolinearlo, come a dire che lei c'è, come e più di prima. "Penso che ognuno il abbia il diritto di adottare un bambino se è nelle condizioni di farlo, gli omosessuali come i single. Ho una coppia di amici di New York, due uomini, che hanno avuto dei bambini che sono bellissimi, felicissimi e parlano tre lingue. Però non lo canterei un pezzo su questa cosa: è come se mi mettessi a cantare di politica". Patty Pravo, che torna dopo cinque anni in gara a Sanremo, interviene così sul dibattito intorno al ddl Cirinnà che ha coinvolto anche il festival, con le polemiche sulla partecipazione di Elton John. 
Lei sarà in gara con il brano 'Cieli Immensi',scritto da Fortunato Zampaglione. "È un brano molto ampio come melodia -spiega- ed ha un testo molto bello. Ed è un brano che va bene a Sanremo perché lo ricordi subito", sottolinea. Quanto alla decisione di mettersi in gioco con la gara, dice: "È come un debutto ma lo preferisco all'idea di andare come ospite. Poi speriamo bene". Come dire: il palco per venti minuti lasciamolo ad altri, polemiche incluse. Io canto e corro per la vittoria. Alla faccia della politica.
Continua l'artista: "Sanremo è diventato più stressante negli anni, man mano che il contorno televisivo e radiofonico cresceva. La cosa che mi mette più in crisi è trovare in teatro nel retropalco 200 persone che non c'entrano nulla con la musica. È difficile mantenere a concentrazione, ma fa parte del gioco".

Chi è dunque Patty Pravo? Nata a Venezia il 9 aprile del 1978, iniziò appena diciottenne a salire sui palchi italiani distinguendosi per uno stile originale e ben presto inconfondibile. È una dei sei cantanti italiani che ha superato il tetto dei cento milioni di copie vendute: basti pensare che il singolo "La bambola" ha venduto da solo 40 milioni di copie, risultando così una delle canzoni italiane più famose e vendute all'estero. 
Ma al di là dei numeri e dei successi sono tante le curiosità non note al grande pubblico che ne hanno caratterizzato mezzo secolo di carriera, a partire proprio dagli inizi. Ad esempio chi sa perché si chiama Pravo? La scelta del cognome d'arte viene fatta dalla cantante in riferimento all'Inferno dantesco ("guai a voi anime prave", cioè malvagie). Il suo primo soprannome, "La ragazza del Piper", è dovuto al fatto che l'avvocato e agente Alberigo Crocetta la scoprì durante una serata al leggendario Piper Club Roma, dove cominciò a farsi notare col nome di Guy Magenta. Venendo poi al suo primo singolo, "Ragazzo triste", non tutti sanno che detiene un primato: è infatti la prima canzone pop ad essere trasmessa da Radio Vaticana, mentre la Rai censura il verso «scoprire insieme il mondo che ci apparterrà» che si trasforma in: «scoprire insieme il mondo che ci ospiterà». Inoltre nel 1994 è stata la prima cantante italiana ad esibirsi in Cina.
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