Lo spread cala a 142 punti, ma perché era salito?

10 febbraio 2016 ore 9:31, Andrea De Angelis
Lo spread cala a 142 punti, ma perché era salito?
Dopo la fiammata di ieri lo spread tra Btp e Bund apre in netto calo a 142,3 punti. Il rendimento del titolo decennale italiano scende all'1,69%. Ieri lo spread aveva chiuso a 146 punti ai massimi da luglio 2015. Buone notizie dunque dopo un avvio di settimana particolarmente tormentato in Italia come nel resto del continente. 

Ma perché lo spread era salito in questo modo? Le risposte, come prevedibile, sono diverse. Iniziamo innanzitutto con il ricordare che esso può essere inteso come il "differenziale domanda-offerta" (bid-ask spread), cioè la differenza tra il prezzo più basso a cui un venditore è disposto a vendere un titolo (bid) e il prezzo più alto che un compratore è disposto ad offrire per quel titolo (ask) e per questa ragione è spesso usato come misura della liquidità del mercato.
Il termine spread può essere inteso anche come credit spread, che denota la differenza tra il tasso di rendimento di un'obbligazione e quello di un altro titolo preso a riferimento. In questo caso, ad esempio, se un BTP con una certa scadenza ha un rendimento del 7% e la corrispettiva Bundesanleihe tedesca con la stessa scadenza ha un rendimento del 3%, allora lo spread sarà di 7 - 3 = 4 punti percentuali ovvero di 400 punti base.

Detto ciò nella prima settimana di gennaio lo spread tra i Btp a 10 anni e i titoli decennali tedeschi era sceso fino a 95 punti, ma ieri il differenziale tra Btp e Bund si era allargato fino a 150 punti base, per poi chiudere la seduta a 146 punti, con un rendimento che è arrivato a toccare l’1,7%. Cosa è successo? Nulla di straordinario, è probabilmente l'ordinarietà a preoccupare. Come riporta puntualmente Corriere.it, secondo Goldman Sachs esiste il 18% di probabilità che gli Stati Uniti finiscano in recessione nel 2016 e il 23% che succeda nel 2017; per l’area euro le probabilità salgono al 24% entro quest’anno e al 38% l’anno prossimo.
La paura sui mercati diventa «risk-off», fuga dal rischio: quando tutto crolla, come succede sui listini globali dall’inizio anno, il ritorno del capitale è più importante del ritorno sul capitale. 
Com’è noto, sottolinea ancora il quotidiano, quando aumenta la domanda, il prezzo dell’obbligazione sale e, di conseguenza, il rendimento diminuisce. Quando scende il rendimento dei Bund, inevitabilmente si allarga lo spread sul Btp. 
Inoltre la discesa dello spread tra Btp e Bund è stata una conseguenza dell’azione della Bce. Ma se viene meno la rete di protezione dell’Eurotower, il decennale italiano torna a rischio. E la precaria situazione del sistema bancario italiano non contribuisce certo a facilitare le cose, anzi...
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