Sanremo, Elton John: "Io padre felice". E i tuoi figli?

10 febbraio 2016 ore 10:40, Fabio Torriero
Caro Elton, ho sempre apprezzato le tue canzoni, sono state la colonna sonora della mia adolescenza, ma dicono tutti: non conta il tuo pensiero, ma l’artista che sei.
Tradotto, anche se sei diventato l’icona “gay-adoption”, la Madonna Pellegrina dell’utero in affitto, resta la bellezza della tua musica. Giusto in parte. Non bisogna separare sempre l’uomo dall’artista (i testi scissi dalla condotta di vita). Perché si finisce per non dare retta né all’uomo, né all’artista. E tutto diventa virtuale. I messaggi dei cantanti, degli sportivi, degli attori, lo sappiamo bene tutti, fanno opinione.

E ancora: si può essere persone diverse, addirittura opposte? Cantare trasgressivo e vivere banale, normale? Io sono tra quelli che ancora ritengono importante una parola ottocentesca: la coerenza.
Ma tu, Elton, sei coerente con la tua vita. Ad esempio, la felicità dei “tuoi” figli Zac e Elijah è un optional, un incidente di percorso? I tuoi figli acquistati per assecondare unicamente i tuoi desideri che dovevano diventare un diritto obbligatorio, utilizzando povere donne (ma “compatibili” geneticamente) che ti hanno venduto l’utero (alla faccia dello sfruttamento legittimato dalla sinistra progressista e molto umanitaria). Questo è il mondo gender che passa dal Ddl Cirinnà per vie indirette.
Il fatto che Zac appena nato, e separato dalla madre naturale (non la donatrice surrogante), come tu stesso hai ricordato alla stampa qualche tempo fa, tra sorrisi e ammiccamenti, abbia pianto per un anno, non ti ha scomposto minimamente.

La tua sensibilità artistica pubblica è diventata così tristemente insensibilità e disumanità privata? Purtroppo sì, nel nome e nel segno del progresso e dei diritti civili (in realtà, diritti del più bieco e compulsivo consumo).
Caro Elton, non c’è un diritto ad essere padre; assolutizzato questo principio, diventa solo il prurito egotico di un miliardario capriccioso. La tua non è una famiglia, ma la parodia della famiglia. Il vero diritto è quello di un figlio ad avere un padre e una madre. Guai a chi tocca Abele (i figli).
A questo punto, possiamo rimandare al mittente la frase di Sanremo applaudita dalla sala “radical-buonista”, dalla nuova dittatura del pensiero unico, dagli ascari arcobaleno della rappresentazione mediatica di una falsa autobiografia della nazione, totalmente scollata dal paese reale: l’80% degli italiani è contro l’utero in affitto, altro che applausi.
Tu Elton ieri hai detto che “sei un padre felice”. Appunto, tu, il tuo egotismo e il tuo capriccio, il tuo desiderio… e la felicità dei tuoi figli? Spazzatura cristiana.
E hai aggiunto: “Non avrei mai pensato di diventare papà”. Ecco il punto, facevi bene a pensarlo. Non potevi.
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