Equitalia: perché solo il 5% del montante può essere riscosso e quasi tutto a rate

10 febbraio 2016 ore 10:38, Luca Lippi
Su 1.058 miliardi di euro di crediti da riscuotere affidati a Equitalia (accumulati fra il 2000 e il 2015), riscuotibili sono appena 50 miliardi. Lo dice lo stesso amministratore delegato di equitalia Ernesto Maria Ruffini in audizione alla commissione Finanze del Senato. “Il 20,5% è stato annullato dagli stessi creditori”, ha spiegato Ruffini, e “dei restanti 841 miliardi di euro, oltre un terzo sono difficilmente recuperabili”. Infatti 138 miliardi di euro sono dovuti da soggetti falliti, 78 miliardi di euro da persone decedute e imprese cessate, 92 miliardi da nullatenenti in base ai dati dell’Anagrafe tributaria. E per altri 28 miliardi di euro “la riscossione è sospesa, sempre per forme di autotutela o sentenze”.

Equitalia: perché solo il 5% del montante può essere riscosso e quasi tutto a rate
Sempre Ruffini dice: “Residuano 506 miliardi di euro, di cui oltre il 60% (314 miliardi) corrispondono a posizioni per cui si sono tentate invano azioni esecutive. Al netto di altri 25 miliardi di rate per riscossioni dilazionate e di 81 miliardi di riscosso, il residuo si riduce a 85 miliardi di euro, di cui 34 miliardi non sono lavorabili per norme a favore dei contribuenti, quali i già citati interventi sul valore minimo per l’iscrizione ipotecaria, sull’impignorabilità della prima casa, sui beni strumentali eccetera”. 
Per quanto riguarda il valore delle cartelle, il 3% va da 1 a mille euro, l’8% da mille a 5mila, il 6% da 5mila a 10mila, il 20% da 10mila a 50mila euro, il 9% da 50mila a 100mila euro e, infine, il 53% è oltre i 100mila euro. 
Ovviamente quest’ultima categoria di cartelle è formalmente persa o facente parte di quelle posizioni stralciabili a percentuali assai ridotte. Per tutto il resto gli accordi di pagamento sono per lo più a rate, dice Ruffini: “La rilevanza del fenomeno è testimoniata dal fatto che, a partire dal 2008 fino al 31 dicembre 2015, Equitalia ha gestito circa 5,6 milioni di istanze di rateizzazione, per un valore di oltre 107 miliardi di euro. Nel corso del 2015 sono state presentate complessivamente 1.216.784 istanze di dilazione, per un totale di 22,7 miliardi di euro. Al momento, ne sono state accolte 1.179.308 e respinte solo 28.189 per mancanza dei requisiti di legge”.
Novità interessante la sospensione del fermo amministrativo a tutti coloro che chiedono la rateizzazione e mantengono regolarmente l’impegno, ovviamente secondo la norma si parla di una sospensione del fermo amministrativo, quindi non basta pagare le rate per vedersi tolta la ganascia fiscale, una concessione in più rispetto alla rigidità della vecchia norma.

autore / Luca Lippi
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