A Sanremo oltre al canto, il controcanto arcobaleno dei vip è di moda

10 febbraio 2016 ore 10:43, Lucia Bigozzi
Nastri arcobaleno appesi al microfono: così Noemi, Enrico Ruggeri e Irene Fornaciari nella prima serata del Festival di Sanremo. Arisa, invece, ha scelto di stringerli tra le mani durante la sua esibizione, mentre Sergio Carnevale, batterista dei Bluvertigo, li aveva nel taschino. Nastri-simbolo della battaglia sui diritti civili, leggi ddl Cirinnà, ovvero unioni civili. Sanremo controcorrente? Pare di sì e contro la corrente dei sondaggi che evidenziano la contrarietà della maggiorparte degli italiani sulle adozioni gay o, come si chiama in parlamento, la stepchild adoption e contro l’ultima dichiarazione in ordine temporale del premier (riportata nella e.news mensile): “La stragrande maggioranza degli italiani, pare di capire anche in Parlamento, condanna con forza pratiche come l'utero in affitto che rendono una donna oggetto di mercimonio: pensare che si possa comprare o vendere considerando la maternità o la paternità un diritto da soddisfare pagando mi sembra ingiusto. In Italia tutto ciò è vietato, ma altrove è consentito: rilanciare questa sfida culturale è una battaglia politica che non solo le donne hanno il dovere di fare”, scrive il presidente del Consiglio e segretario del Pd. Ma a Sanremo, evidentemente tira un’altra aria e suona un’altra musica. Come ha voluto rimarcare Laura Pausini, tra i big ospiti della serata, che presentando il singolo “Simili”, ha spiegato che il messaggio è anche il rispetto tra le diversità. Messaggio nel quale dentro ci sta tutto, anche la stepchild adoption. 

A Sanremo oltre al canto, il controcanto arcobaleno dei vip è di moda
 Eppoi è arrivato il momento – tanto atteso e discusso – di Elton John: “Non pensavo che il mio viaggio sarebbe durato così tanto, non avrei mai pensato di diventare papà, di avere la vita che ho avuto, è stato tutto molto positivo”. Il passaggio sulla sua esperienza personale non ha tradito le aspettative del popolo Lgtb e di quanti sostengono il ddl Cirinnà, in questi giorni alla prova del voto al Senato. Segue l’appello: “Penso che chiunque, sia famoso o meno, debba aiutare gli altri a migliorare la loro vita. Non devi essere famoso per fare una cosa del genere. In Africa sono stato accanto a persone che aiutano gli ammalati, il vantaggio di essere famosi è poterli aiutare. Il mondo è un luogo difficile in cui vivere per tante persone: dobbiamo avere un approccio cristiano e aiutare queste persone: se lo facciamo il mondo sarà sicuramente un posto migliore”. Arcobaleno di colori, musica e messaggi. Il Sanremo-style non si è smentito. 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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