Che fine ha fatto Gina Lollobrigida?

10 febbraio 2016 ore 23:56, intelligo
di Anna Paratore

Qualcuno, nel fulgore dei suoi anni migliori, la paragonò a Venere e, in effetti, Gina Lollobrigida era di una bellezza unica, fatta di proporzioni perfette, lineamenti delicati, occhi brillanti e profondi e, incredibile ma vero, anche di un indiscutibile talento artistico.
Subiaco, provincia di Roma, un paese più noto per l’abazia che per altro, dà i natali a questa ragazza che sarà destinata a un successo mondiale e che alla nascita si chiama Luigina, un bel nome italiano. Luigina è figlia di un facoltoso commerciante, che però perde la sua fortuna a causa di un bombardamento durante la guerra. Ma la ragazza non si spaventa. Ha un carattere forte, volitivo, determinato ed è decisa ad avere una vita bella, ricca e anche avventurosa. A Roma dove la famiglia si trasferisce, Gina si mantiene alla scuola di Belle Arti grazie al suo talento nel disegno che le permette di vendere caricature e alla sua bellezza, che la fa scritturare per i primi fotoromanzi. Partecipa anche al concorso per miss Roma, dove si classifica seconda ma ha un tale successo di pubblico che viene spedita a Stresa dove all’epoca si svolgono le finali per Miss Italia. Arriva terza, anche se è lei indiscutibilmente la più bella, ed è tutto dire considerando che in quell’anno al concorso partecipano Lucia Bosè, la vincitrice, Gianna Maria Canale, Elenora Rossi Drago e Silvana Mangano, un gruppo di donne splendide.

Che fine ha fatto Gina Lollobrigida?
Dopo il concorso, inevitabilmente, arriva il cinema che all’epoca è la tappa successiva per chiunque ottenga un buon successo a Miss Italia. All’inizio si tratta di piccole parti, intervallate da qualche fotoromanzo. Poi Gina riceve l’invito per andare ad Hollywood. A chiamarla è addirittura Howard Hughes, una sorta di re Mida che, tra l’altro, è considerato un talent scout per le grandi dive, che prima ama e poi lancia nel firmamento di celluloide. E’ il 1950, Gina ha 23 anni, non è un ingenua eppure non si aspetta che Hughes in realtà la voglia per sé, almeno all’inizio della carriera. Così molla tutto e, alla faccia dell’ “uomo che non sapeva amare”, se ne torna in Italia. A causa di un contratto che ha avventatamente firmato, fino al 1959 non potrà lavorare in America, ma non se ne fa un problema: ci sono tante produzioni americane che girano in Italia, e quelle non le sono precluse. Arrivano perciò i primi successi. E sono tutti lavori con registi di qualità e fama: Campane a martello di Luigi Zampa (1949), Achtung! Banditi! di Carlo Lizzani (1951) e soprattutto Fanfan la Tulipe di Christian-Jaque del 1952 (Orso d'argento al Festival di Berlino) che la fa conoscere anche in Francia, Altri tempi di Alessandro Blasetti, dove recita nell'episodio Il processo di Frine con Vittorio De Sica, che per Gina conia il termine “maggiorata fisica”. Ormai è un’attrice nota e di successo, ma il grande pubblico l’adotta definitivamente nel 1953, quando sempre accanto a Vittorio De Sica, la Lollo – come l’hanno soprannominata gli italiani – interpreta la parte della Bersagliera, ragazza bella, brava, buona e poverissima in un paese della Ciociaria, contesa da un attempato maresciallo e un giovane e piacente carabiniere. La pellicola, Pane, amore e fantasia di Luigi Comencini è una commedia brillante, ma è talmente ben costruita che vince un Orso d’argento a Berlino, e dà luogo a ben due sequel, anche se solo il secondo, Pane, amore e gelosia, è sempre con la Lollo che rifiuta il terzo film della serie, affidato poi, quasi a sfregio, alla rivale per eccellenza, Sophia Loren. Ma Gina non la prende male. Ha in mente di essere un’attrice a tutto tondo, e ambisce anche a ruoli drammatici, così recita in La provinciale di Mario Soldati - premiata con la Grolla d'oro a Saint Vincent – ne La romana di Luigi Zampa, e in Mare matto di Renato Castellani, tutti ruoli che le portano l’ammirazione anche della critica. Dopo il 1955 Gina inizia a lavorare soprattutto in produzioni internazionali, tra cui Il tesoro dell'Africa di John Huston con Humphrey Bogart e Jennifer Jones, Il maestro di Don Giovanni con Errol Flynn e La donna più bella del mondo, con Vittorio Gassman, film biografico che romanza la vita del soprano Lina Cavalieri. In questo ruolo la Lollobrigida dà prova anche delle sue notevoli capacità di cantante, meritando il premio che l'Accademia del cinema italiano ha istituito proprio quell'anno, il David di Donatello. Ormai la carriera di Gina è lanciata al punto che scrivere qui tutti i titoli dei suoi film sarebbe un’impresa. Ma se nel lavoro l’attrice non sembra conoscere sosta, nella vita privata è invece piuttosto tranquilla. Nel 1949 sposa il medico Sloveno Milko Skofic da cui 8 anni dopo ha l’unico figlio, Andrea. La coppia va a vivere in una villa sull’Appia Antica e non fa mai parlare di sé fino al 1971, anno in cui arriva il divorzio.

Alla fine degli anni ’70, la Lollo comincia a rallentare il lavoro e inizia a dedicarsi a una sua grande passione: la fotografia. Mentre in tv interpreta, più per divertimento che per altro, la Fata Turchina nello sceneggiato Pinocchio di Comencini, pubblica alcuni libri realizzati con sui reportage da tutto il mondo, e partecipa a esposizioni di scultura in Cina, Francia, Spagna, Quatar, Stati Uniti e Russia con alcune opere da lei realizzate. Ama talmente tanto sperimentare che nel 1999 si candida anche al parlamento europeo con una lista di centro-sinistra, I Democratici, ma non ha successo. Nel maggio 2012, è stata ospite d'onore alla cerimonia del David di Donatello dove ha raccontato alcuni aneddoti della sua lunga e intensa carriera d'attrice.

Molteplici sono gli aneddoti raccontati dalla Lollo nazionale, come quando narra di aver conosciuto Marylin Moonroe, che le confidò di essere emozionata per aver fatto la sua conoscenza. “Era umile, molto umile. La Marylin era straordinaria, quando l’ho conosciuta era una donna che cercava un amore e non l'ha mai trovato. Era commovente, l'ho vista piangere e mi ha fatto molto male”, ha detto di lei. Mentre, parlando del grande De Sica ha raccontato che fu lui a convincerla a continuare con la carriera cinematografica che lei stava pensando di abbandonare. Invece, su un presunto flirt che secondo alcuni avrebbe avuto con Fidel Castro, da lei fotografato e lungamente intervistato, ha tenuto a precisare che si trattò solo di un’amicizia.

Si sa dunque poco della vita privata della Lollobrigida almeno dopo il divorzio dal marito. Se pure si parlò di suoi presunti flirt, nessuno di essi fu confermato dall’attrice, almeno fino ai giorni nostri, quando suo malgrado è stata trascinata in una brutta storia. Nel 2004 la Lollo avrebbe conosciuto a Montecarlo un uomo spagnolo molto più giovane di lei. Tra loro sarebbe nata una storia d’amore andata avanti dal 2006 al 2007, e successivamente trasformatasi in amicizia. Fino a quando, a detta di Gina, lei scopre che l’uomo, Javier Rigau Rifols, di 44 anni – 34 meno dell’attrice – l’avrebbe forse sposata a sua insaputa grazie a una procura che lei gli avrebbe concesso nel 2010. Da tutto ciò l’attrice avrebbe presentato una denuncia nel 2013, disconoscendo qualsiasi matrimonio. “Potrei essere stata truffata da Javier: una persona ignobile, che potrebbe avermi sposata per procura a Barcellona, in Spagna, a mia insaputa e senza il mio consenso, allo scopo di ereditare i miei beni dopo la mia morte. Voglio fare luce su questa vicenda.”
E probabilmente ci riuscirà perché anche oggi, all’alba dei 90 anni, ancora tranquillamente sistemata nella sua bella villa sull’Appia Antica, Gina non ha perso niente del suo cipiglio, della sua forza d’animo, della sua volontà che l’ha portata da povera ragazza di paese a stella del cinema in tutto il mondo.
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