Dmitrij Medeleev e la tavola periodica degli elementi: è lui lo Scienziato

10 febbraio 2016 ore 11:12, intelligo
di Anna Paratore

Come ve l’immaginate lo scienziato per eccellenza? Sguardo penetrante, viso segnato da decenni di studio, leggermente ingobbito per il tanto tempo trascorso sui libri, aspetto generale trasandato di chi non ha tempo di curare l’aspetto effimero dell’esistenza, e perciò capelli lunghi e spettinati e barba incolta, anch’essa troppo lunga. Ebbene, signore e signori, ecco a voi Dmitrij Medeleev, sconosciuto ai più ma molto noto a tutti gli studenti di chimica per essere il padre della tavola degli elementi.
Dmitrij nacque a Tobol’sk, in piena Siberia, l’8 febbraio del 1834, diciassettesimo ed ultimo figlio del direttore del ginnasio della città e da Maria Kornilieva, donna colta che amava seguire personalmente l’educazione della numerosa prole. Quella di Dmitrij era una famiglia della buona borghesia, ma proprio l’anno della sua nascita, venne colpita dalla disgrazia. Ivan ebbe appena il tempo di vedere suo figlio prima di diventare cieco in seguito a una grave malattia che lo costrinse anche ad abbandonare il posto di lavoro, lasciando sulle spalle della moglie non solo l’educazione della numerosa prole, ma anche l’andamento economico della famiglia. Maria ci provò per un certo periodo grazie a una piccola fabbrica di vetri che però finì in fiamme lo stesso anno della morte del marito, lasciando la famiglia in povertà. Ciononostante, a San Pietroburgo dove si erano trasferiti, Dmitrij riuscì a laurearsi nel Grande Istituto Pedagogico. Era il 1850, ma le disgrazie non erano ancora finite. Il giovanotto si ammalò di una forma di tubercolosi e fu costretto a trasferirsi in Crimea per lunghe cure. Non abbandonò però i suoi studi, riuscendo a raggiungere il più alto grado tra il personale del primo ginnasio di Sinferopoli.  Alla fine riacquistò piena salute e tornò a San Pietroburgo dove divenne professore di chimica sia nel locale istituto Tecnologico che nell’università statale della città, cariche entrambe molto ambite.  Ma Dmitrij era un fuoriclasse e presto lo avrebbe mostrato a tutto il mondo.
Durante tutti i lunghi anni dei suoi studi di chimica che lo appassionavano tanto, Dmitrij si rese conto che era necessario organizzare in maniera chiara i vari elementi e le loro proprietà affinché fosse semplice anche per i profani consultare un testo senza rischiare di perdersi.  All’epoca gli elementi conosciuti erano 63, e Mendeleev li ordinò secondo il loro peso atomico crescente, rendendosi conto a quel punto che le proprietà chimiche degli elementi stessi si ripetevano con cadenza periodica.  Non era la prima volta che qualcuno tenta un’impresa del genere, ma era la prima volta che qualcuno ci riusciva facendo in modo che ci fosse poi posto per gli elementi che mancavano perché magari ancora dovevano essere scoperti. Non sono pochi se si pensa che oggi ne abbiamo 118, di cui 4 rintracciati proprio di recente. Interessante dire come Dmitrij riuscì nell’impresa. Egli preparò per ogni elemento una sorta di carta in cui riportare tutte le caratteristiche conosciute, per poi provare a disporre le carte stesse su un tavolo quasi si trattasse di una sorta di solitario, finché tutto non trovò il suo ordine naturale.   

La tavola definitiva venne poi pubblicata nel 1871, molto simile a quella che si usa ancora.




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