Direttiva Ue sul credito bancario: si prendono casa senza passare dal pignoramento

10 febbraio 2016 ore 12:18, Luca Lippi
Un problema che affligge molti italiani è quello di doversi leggere i contratti e soprattutto quello di doverli comprendere poiché una volta firmati automaticamente si sottoscrivono tutte le condizioni contenute nel documento. Specialmente per quanto riguarda i contratti di mutuo (non è che si comprano case tutti i giorni) è piuttosto complicato individuare e interpretare tutte le clausole che raramente sono a favore del contraente.
Una di queste presto appariranno nella decina di fogli in “banchese” e sarà raramente individuabile o facilmente comprensibile, riguarda l’azione da parte della banca di potersi prendere la casa (in caso di mancato pagamento) senza prima procedere al pignoramento. A seguito del decreto che recepisce la direttiva Ue sul credito bancario (in fase di approvazione in questi giorni) per chi non pagherà in tempo le rate del mutuo potrebbe scattare l’obbligo, anche senza bisogno di una causa e di un pignoramento, di consegnare immediatamente la propria casa alla banca che ha l’ipoteca.
 
Direttiva Ue sul credito bancario: si prendono casa senza passare dal pignoramento
Il testo della normativa comunitaria stabilisce che gli Stati Membri “non possono impedire alle parti di un contratto di credito di convenire espressamente che la restituzione o il trasferimento della garanzia reale o dei proventi della vendita della garanzia reale è sufficiente a rimborsare il credito”. Tradotto per i non tecnici, significa che nel caso di mancata restituzione delle somme prestate, l’istituto di credito può esigere il trasferimento della proprietà relativa all’immobile su cui ha già iscritto l’ipoteca, senza bisogno di avviare il pignoramento. Sarà poi la banca a mettere in vendita la casa (non quindi, secondo le procedure dell’asta davanti al tribunale, ma con gli strumenti contrattuali privati) ed, eventualmente (?) restituire al cliente la differenza tra il prezzo ricavato e il debito non rimborsato.
La bozza di decreto legislativo che l’Italia vorrebbe approvare va ben oltre la normativa europea, stabilendo che l’accordo relativo alla cessione dell’immobile potrebbe essere non solo contenuto nel contratto di finanziamento, ma addirittura potrebbe intervenire anche successivamente. Il che significa porre, ancora una volta, un ricatto inaccettabile a chi si trova senza lavoro e, magari non è riuscito a ottenere la sospensione delle rate del mutuo secondo gli schemi che la normativa prevede, ma che nei fatti è sempre difficile raggiungere. In pratica, la banca potrebbe porre il cliente nella difficile scelta tra la ghigliottina o il cappio, tra il subire un procedimento di esecuzione forzata, con aumento di costi, spese, interessi, competenze legali oppure abbandonare casa e liberarsi del debito, fermo restando la promessa che l’eventuale eccedenza ricavata dalla vendita dell’immobile gli verrà restituita. Un bell’aiuto per le banche che, in questo periodo, con gli affari immobiliari stanno andando a nozze.
La direttiva sembra però porsi in aperto contrasto con le norme del nostro codice civile che, per fortuna, vietano il cosiddetto patto commissorio tra creditore e debitore, ossia la cessione al primo dei beni del secondo su cui è stata iscritta ipoteca.

autore / Luca Lippi
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