Panico a sinistra: in Francia gli sposi gay votano Le Pen. Per 4 ragioni

10 febbraio 2016 ore 16:04, Adriano Scianca
Panico a sinistra: in Francia gli sposi gay votano Le Pen. Per 4 ragioni
I gay e la sinistra: un rapporto stretto, necessario, inevitabile. O forse no? La sorpresa arriva dalla Francia: secondo uno studio del Centre de recherches politiques de Sciences-Po (Cevipof) il 32,45% delle coppie omosessuali sposate ha votato per il Front national. Fra le coppie eterosessuali sposate, solo il 29,98% ha votato per Marine Le Pen. Avete capito bene: fra le coppie sposate, gay ed etero, le prime votano Fn in percentuale superiore alle seconde. Si tratta di coppie che hanno beneficiato della Legge Taubira, ovvero di quel “Mariage pour tous” fortemente voluto dai socialisti e ferocemente contestato dal movimento spontaneo e trasversale della “Manif pour tous”. Sono comunque più i gay che le lesbiche a scegliere il partito populista: il 38,6% degli omosessuali maschi contro il 26% delle donne omosessuali intervistate. Un precedente studio del 2012, che prendeva in esame i singoli e non le coppie sposate (all'epoca non esisteva il matrimonio egualitario, in Francia, ma solo i Pacs), aveva fatto registrare percentuali diverse: il 19% degli omosessuali intervistati si dichiarava a favore del Front national, ma il 49,5% si diceva “di sinistra”. Dramma a sinistra: ma come, i principali beneficiari delle battaglie prioritarie dei socialisti scelgono l'orribile mostro lepenista (o almeno lo scelgono in una percentuale sorprendente)? Come può essere accaduto? Proviamo ad avanzare quattro risposte. 

1) In un mondo tendenzialmente libertario, com'è quello lgbt, le coppie che si sposano sono quelle più conservatrici, che hanno il valore della famiglia (sia pur sui generis), della stabilità. Logico che una parte di loro si orienti verso un partito di destra. 

2) Sarà pure uno stereotipo, o forse no, ma molti gay, o almeno molti dei gay che giungono al punto di uscire allo scoperto e addirittura sposarsi, sono benestanti. In Francia, a destra, la problematica fiscale è molto più sentita che in Italia. Per molti, forse, il portafoglio è più determinante dei “diritti civili”, anche fra chi di questi diritti ne gode. 

3) In Francia, molto più che in Italia, immigrazione è sinonimo di Islam, almeno nell'immaginario collettivo. Un Islam che, come sappiamo, nelle periferie assume spesso caratteristiche aggressive, totalizzanti, fondamentaliste. Gli omosessuali, per via del loro stile di vita, sono particolarmente sensibili all'argomento e non è escluso che questo li indirizzi verso il partito che passa per quello più radicalmente ostile all'instaurazione della sharia nelle città francese. 

4) Ultimo punto, ma non meno importante: Marine Le Pen è percepita come una figura gay friendly. Il suo numero 2, Florian Philippot, è notoriamente omosessuale e si è addirittura parlato di un “cerchio magico” omosessuale attorno alla leader del partito. Nei confronti della Manif pour tous, l'atteggiamento del partito è stato a dir poco tiepido. Persino il vecchio leader, Jean-Marie, che passa oggi per il ricettacolo di tutti gli aspetti impresentabili del partito, è sempre stato un laico e un libertario, aprendo al riconoscimento di alcuni diritti alle coppie gay in tempi non sospetti. 

Resta semmai da capire come tali dati verranno recepiti nel Partito socialista, che sull'argomento ha puntato tutto e che rischia di aver fatto un clamoroso autogol, se è vero che con un colpo solo è riuscito a inimicarsi gli immigrati più tradizionalisti senza conquistare la totalità del mondo gay.
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