L'Europa bacchetta (ancora) l'Italia: "Non sa rimpatriare i migranti"

10 febbraio 2016 ore 16:28, Andrea De Angelis
L'Italia nuovamente nel mirino dell'Europa, ma questa volta i conti che non tornano riguardano i migranti anziché l'economia. "Oggi ho inviato una lettera a ogni ministro dell'interno" dei 28 "con un messaggio chiaro", ovvero "dobbiamo cambiare marcia ai ricollocamenti" per cui "le decisioni prese devono essere attuate immediatamente". Così il commissario Ue Dimitri Avramopoulos di fronte al bassissimo numeri ricollocamenti Ue di rifugiati effettuato finora.

Il rapporto della Commissione esplicita che "nonostante il fatto che il ricollocamento dall’Italia sia iniziato alcune settimane prima che in Grecia, è ancora molto al di sotto del tasso necessario a raggiungere l’obiettivo globale di ricollocare 39.600 persone che necessitano di protezione internazionale in due anni". Di fatto, ad oggi solo 279 richiedenti sono stati ricollocati, con 200 richieste in sospeso inviate ad altri Stati membri", anche se "sino ad oggi, solo 15 Stati membri hanno reso disponibili posti per il ricollocamento con la promessa di ricevere 966 persone". 
In quest'ottica è fondamentale ricordare che l’Ue poneva come condizione per la redistribuzione dei rifugiati in Europa che l’Italia aprisse cinque hotspot e accelerasse sui respingimenti e sui ricollocamenti, mentre l’Italia pretendeva che l’Europa si adoperasse subito per la redistribuzione dei migranti.
Venendo ai numeri, ecco il messaggio che arriva da Bruxelles: ""L'Italia ha compiuto oltre 14mila rimpatri di persone che non avevano diritto all'asilo nel 2015 e ha partecipato a 11 voli Frontex congiunti di richiedenti asilo respinti", ma "questo resta insufficiente nel contesto di oltre 160mila arrivi" nello scorso anno. Così il rapporto della Commissione Ue sull'Italia in cui si sottolinea che, se le strutture di ricezione sono "già ampiamente sufficienti" per i richiedenti asilo da ricollocare, sono invece "evidenti gravi carenze" di sistemazioni pre-rimpatri con solo 420 posti.

Come riporta l'Ansa, i rapporti pubblicati oggi serviranno da base per le discussioni sulla questione migranti tra i leader dei 28 al vertice Ue della prossima settimana, dove non si parlerà di sola 'Brexit'.
Gli ambasciatori dei 28 riuniti nel cosiddetto Coreper dovrebbero approvare le raccomandazioni del Consiglio basate sulla valutazione del sistema Schengen che danno alla Grecia tre mesi di tempo, in base a quanto previsto dal'articolo 19.a del codice Schengen, per rimediare alle mancanze rilevate. Inoltre la raccomandazione prevede che alla scadenza dei tre mesi possa essere attivato l'art. 26 che estende a due anni i controlli in certi tratti della frontiera. Se la Grecia si sarà adeguata, indicano fonti europee, la seconda fase non scatterà. L'adozione formale della raccomandazione è prevista come 'punto A' (cioè senza discussione' dal Consiglio Ecofin di venerdì 12 febbraio - prima formazione di Consiglio disponibile - e a far data da quel giorno scatteranno i tre mesi di tempo per la Grecia.


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