Meningite, la Toscana ordina le vaccinazioni (ma le dosi "pronte a giorni")

10 febbraio 2016 ore 16:26, Lucia Bigozzi
Vaccinazioni di massa, ma le dosi dei vaccini a disposizione non sono sufficienti a colmare la marea di prenotazioni alle Asl. Così in Toscana, dove la Regione è alle prese con una vera e propria emergenza meningite C. Sarà possibile avviarla solo quando i vaccini mancanti rispetto alla richiesta saranno individuati anche nei mercati extraeuropei. E in ogni caso, dopo la delibera alla quale sta lavorando la Regione: lo ha ribadito l’assessore regionale alla Sanità Stefania Saccardi dopo il vertice a Roma, al ministero della Salute. Nella Toscana flagellata dalla meningite C da ieri si registrato un aumento vertiginoso delle prenotazioni che al Cup dell’Azienda sanitaria sono arrivate a quota 2.647, in un giorno solo. 

Meningite, la Toscana ordina le vaccinazioni (ma le dosi 'pronte a giorni')
Notizie rassicuranti l’assessore Saccardi le riporta da Roma a Firenze sul fronte delle quantità di vaccini di cui c’è bisogno per far partire la campagna. “Sono in arrivo dosi di vaccino sufficienti per far fronte a tutte le necessità della nostra regione. Ho avuto assicurazione in questo senso dall’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, che, come annunciato nel corso dell’incontro al ministero, sta lavorando per reperire le quantità di vaccino necessarie e negoziare i prezzi”. Inoltre ha rimarcato l’importanza della collaborazione con i medici pediatri di base che “hanno aderito in modo quasi totale alla campagna vaccinale, attestandosi intorno al 90 per cento. Percentuale più bassa, intorno al 50 per cento con i medici di medicina generale, che in questo momento non potrebbero aderirvi perché non hanno ancora i vaccini. Contiamo di risolvere rapidamente questo problema, non appena arriveranno le dosi necessarie che già ci stanno dicendo che sono disponibili sul mercato internazionale. Dovrebbe essere questione di pochi giorni”. Infine l’assessore regionale toscano ha annunciato a breve l’avvio dell’indagine epidemiologica sulla meningite in Toscana, con l’ausilio dei tamponi e che “sono prelievi faringei, e vengono fatti ai vaccinati, alle persone malate e a coloro che vi sono entrati in contatto, per svolgere un’analisi approfondita sulle cause epidemiologiche di questo batterio. Contiamo nel giro di un mese di iniziare ad avere un campione interessante”. 

Forse allora, il quadro sarà completo e chiaro. 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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