Ddl Cirinnà, la contraddizione dei gay: denigrano la famiglia che però sognano

10 febbraio 2016 ore 16:43, Adriano Scianca
Ddl Cirinnà, la contraddizione dei gay: denigrano la famiglia che però sognano
La famiglia? Un incubo di autoritarismo, prepotenza, soprusi, molestie, violenze, femminicidi, stupri, incesti e chi più ne ha più ne metta. È questa la linea molto spesso tenuta dai sostenitori del ddl Cirinnà in questi giorni di dibattito sulle unioni civili. Si citano, inevitabilmente, le statistiche circa la violenza sulle donne, che molto spesso avviene tra le pareti di casa, per mano di parenti, congiunti, genitori. Statistica, a dir la verità, non così probante: tutti veniamo da una famiglia e molti ne abbiamo costruita un'altra, la famiglia è l'ambito relazionale immediato, quello con cui abbiamo più a che fare. Dato che, purtroppo, la violenza esiste (e, beninteso, non è una scusa per farla continuare a esistere), è logico che avvenga spesso anche in famiglia. Sarebbe come dire che gran parte delle violenze avvengono sulla terraferma: ovvio, dato che è lì che la maggior parte degli umani passano la gran parte del loro tempo, senza che questo comporti la necessità di un processo morale alle terre emerse. Del resto finora non abbiamo mai avuto un modello alternativo con cui confrontarla per vedere se, altrove, le cose vanno diversamente. 

Ma, soprattutto, c'è una contraddizione di fondo: che senso ha denigrare la famiglia in modo sistematico per poi battersi al fine di far accedere gli omosessuali esattamente a questo modello? È un po' l'ambiguità di un mondo che non ha ancora deciso se rivendicare la propria diversità o la propria normalità. Tempo fa l'universo omosessuale sbandierava con gioia irriverente il suo spirito trasgressivo, libertario, irregolare, sbeffeggiando i piccoli borghesi tutti casa e chiesa, chiusi nel loro modello tradizionale. Era una posizione che, nel bene o nel male, aveva un senso. Reclamare oggi di poter accedere alla famiglia e allo stesso tempo dipingere questo modello come retrogrado, ipocrita e intrinsecamente violento è, nel migliore di casi, schizofrenico e incoerente.
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