Gambi: «La discriminazione contro i cattolici? Ne ho parlato con Cecchi Paone. E su Papa Francesco...»

10 gennaio 2014 ore 18:03, Marta Moriconi
Gambi: «La discriminazione contro i cattolici? Ne ho parlato con Cecchi Paone. E su Papa Francesco...»
Le ragioni dell’altro
(Ed. Piemme) è un libro confronto che ha per protagonisti due giornalisti: da una parte c’è il laico Alessandro Cecchi Paone, e dall’altra il cattolico Paolo Gambi. Entrambi espongono le proprie ragioni dialogando su temi che toccano l’attualità scatenando note polemiche: si parla di pregiudizi, di discriminazioni, di unioni gay, di scienza, di  fede, ma anche di privilegi e di un certo clericalismo diffuso. IntelligoNews ha intercettato Paolo Gambi, esperto in tematiche religiose, che ha risposto anche ad alcune nostre provocazioni, riuscendo a fare “rovesciate” davvero spettacolari sul concetto di libertà fino a quello di etica economica. E lo ha fatto, forte della fiducia in Papa Francesco: «Con la sua opera sta scardinando quel tessuto di ipocrisia che il mondo cattolico si sta portando dietro da un po’ di tempo a questa parte». Parliamo di pregiudizi. Ma di quelli anticattolici. Nel libro  Cecchi Paone sembra più proiettato a parlare di Chiesa per sentito dire e dire male. Ma come si può sviluppare un dialogo su queste basi? Ci sono state delle convergenze e quali? «Credo che si debbano fare tutti i tentativi possibili per cercare un dialogo. Nel libro lo dico, è presente in Italia un pregiudizio cattolico molto evidente, a volte anche giustificato, nel senso che gli errori del nostro mondo pesano sulla coscienza collettiva e sull’identità collettiva cattolica. Ma, per quanto alcuni pregiudizi siano parzialmente da giustificare, proprio perché pregiudizi vanno abbattuti. Scopo del nostro libro, e del dialogo che i cattolici dovrebbero intraprendere con gli altri, è proprio questo». E con i valori non negoziabili, come la mettiamo? «Questo linguaggio è completamente sbagliato. Non negoziabili significa metterli al di fuori di un concetto di dialogo. Porre questo concetto oggi, in una società liquida,sarebbe un errore. Il linguaggio mistico alla fine è l’unico che esprime chiaramente quella che è l’essenza dei valori cattolici. Comunque tornando al pregiudizio è evidente che ci sono pregiudizi di varia natura: contro gli ebrei, contro gli omosessuali o gli zingari etc… Ma nessuno ha tenuto in considerazione l’ultimo orizzonte della discriminazione: quella contro i cattolici. Essendoci in Italia una maggioranza quantomeno formale di cattolici e una struttura di potere radicata in mano ai cattolici, è difficile pensare a un pregiudizio anticattolico, invece cresce sempre di più, alimentato proprio da queste strutture di potere nei confronti delle quali i cittadini non cattolici non nutrono simpatie. Il fedele finisce stretto così, da una parte nella morsa della sua “classe dirigente” e dall’altra dai non cattolici sempre più anticattolici». Tra i pregiudizi va annoverato anche quello che il laico sia libero e il cristiano incatenato. «Il punto è cercare di capire cosa sia la libertà. Per Alessandro (Cecchi Paone, ndr) la libertà è quella di fare qualcosa. Nella religione cristiana ce ne sono due, la libertà di, ma anche da: dalle schiavitù, i vizi capitali non sono altro che questo, situazioni di cui si diventa schiavi. La concezione di libertà nata dalla tradizione cristiana è più profonda di quella che nasce un po’ monca dall’Illuminismo e che tiene in considerazione solo un aspetto dell’essere umano».
Gambi: «La discriminazione contro i cattolici? Ne ho parlato con Cecchi Paone. E su Papa Francesco...»
Nel libro esempio si parla di qualcosa che qualcuno neanche saprà. Parla di Galileo, rimasto fedele alla sua fede e religione fino alla fine. Cosa rappresenta? «Su questo neppure Odifreddi ha potuto smentirmi e ha dovuto darmi ragione. Sia Galileo sia Giordano Bruno, sono tutte persone che sono state prese dall’Illuminismo a simbolo della repressione dei cattolici contro la libertà. In realtà tutti e due erano cattolici e sono rimasti cattolici fino in fondo. Non hanno mai abiurato alla propria fede. Allora il punto non è lo scontro tra noi che ci diciamo cattolici e loro che si dicono laici. Lo scontro è all’interno del mondo cristiano, tra chi crede nella libertà, e riesce a fare un passo più avanti degli altri, e la struttura, che fa di tutto per rimanere sempre più uguale a se stessa. Galileo è una nostra gloria. Il metodo scientifico l’ha elaborato un cattolico dunque. Punto». "Bisognerebbe appaltare questo Paese alla Cei", ha scritto nel dialogo con Cecchi Paone. E’ una provocazione? Che significa? «Certo, è una provocazione. Ma si basa su un dato storico. La Chiesa per secoli ha rappresentato il welfare nel mondo civilizzato. Gli ospedali, le scuole, perfino la materia dei mutui e dei prestiti, era tutto in mano alla grande galassia cattolica, o meglio cristiana. La Chiesa tante volte ha supplito alle carenze dello Stato. Ma la mia è una boutade: non ritengo che oggi sia in grado né interessata a fare questo. Anzi, più si sottrae dalle logiche del potere meglio è, altrimenti crea dei mostri che allontano le persone dalla fede. E’ vero però che sull’otto per mille a livello centrale, a livello di Conferenza Episcopale, ha lavorato bene, e un se c’è qualcuno in Italia capace di tenere i conti in ordine, beh, teniamolo in considerazione!». E' d'accordo con Cecchi Paone nel combattere le discriminazioni, ma afferma di non scardinare concettualmente l'istituto familiare. La provoco: un po' quello che sta facendo Renzi? «Punto primo: dobbiamo imparare a separare le cose. Come cattolici il catechismo ci insegna che praticare l’omosessualità è un peccato grave. Ma questo come deve influire sulla legislazione? Certamente non è la Chiesa ma è la Costituzione a dirci che lo Stato tutela la famiglia come istituto naturale fondato sul matrimonio. Nucleo base è la famiglia. E’ vero che ci sono tanti tipi di famiglia, mononucleari, patriarcali… e negli ultimi anni i gruppi organizzati di omosessuali hanno chiesto cittadinanza anche alle loro unioni nell’universo della famiglia. Ma la risposta deve essere no, perché la famiglia basata sul matrimonio, si basa sul mater-munus, cioè sul dono della madre, cioè sulla maternità. E una coppia di omosessuali, se vogliamo vederla in termini darwiniani, non garantisce alla società il proseguimento della specie. Detto questo viviamo in una democrazia, se una coppia di omosessuali vuol far sì che gli venga garantita la reversibilità della pensioni, la possibilità di far testamento al proprio compagno o compagna, non avrei problema ad accettarlo come cattolico, ma non c’entra nulla con la famiglia. Di quello che sta facendo Renzi ancora non sappiamo molto, sembra si stia ragionando su questo». Cosa pensa di Papa Francesco. Si sta muovendo contro le incrostazioni, come scrive? «Papa Francesco è uno dei più straordinari doni che lo Spiirito Santo ha fatto alla Chiesa e al mondo negli ultimi decenni. Nasco come ratzingeriano e ratzingeriano resto, e credo che tra i due pontificati ci sia una continuità molto forte. Con la sua opera sta scardinando quel tessuto di ipocrisia che il mondo cattolico si sta portando dietro da un po’ di tempo a questa parte, sta scardinando tutti i clericalismi che stanno soffocando la Chiesa e sta dando una speranza a tutti i cattolici non clericali, come il sottoscritto: la speranza che si possa nel Terzo Millennio essere cattolici senza essere in conflitto con la propria identità di essere umani. Detto questo, strumentalizzare il Papa per motivi di piccola bottega politica italiana è una stupidaggine. Parla al mondo, in particolare al Sudamerica e quindi di altro».
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