La parola della settimana: sorpasso

10 gennaio 2015 ore 10:47, Paolo Pivetti
Sulla cronaca di tutto il mondo impazzano ancora le raffiche di kalashnikov esplose a Parigi nello stupido stupore di chi non se l’aspettava, e sull’argomento sono già state profuse fin troppe parole, anzi tutte le parole possibili; dunque non ci sono parole da aggiungere. Raschiamo il fondo del barile per trovare, tra quelle dimenticate nella settimana, almeno una parola diversa, una storia differente su cui riflettere. Eccola qui, trovata! La parola è sorpasso.   bambini-apps-con-spie-smartphone-tablet   Sì, di un sorpasso si tratta, rilevato e reso pubblico tra le news del sito newyorkese Business Insider un attimo prima che la strage di cui sopra “bruciasse” qualsiasi altra notizia. Dunque: nel III trimestre 2014, coronando un inseguimento durato anni, finalmente negli USA gli utenti di smartphone e tablet hanno sorpassato il numero di coloro che si mettono a sedere davanti a una tv. Vi sembra una notizia da poco? Ci troviamo di fronte a un cambiamento epocale: il “focolare” televisivo attorno al quale ancora si ricompattava l’unità familiare del ‘900, in quel processo che Mac Luhan definiva ri-tribalizzazione, è andato in frantumi. Al suo posto ha preso e prende piede fino a diventare dominante l’ipnosi individualistica di smartphone e tablet. Del resto, basta salire su un metrò per rendersene conto. Nello sferragliare assordante del treno centinaia, migliaia, dunque milioni e milioni nel mondo, di presenze mute, astraendosi totalmente dal contesto umano (umano?) dello scompartimento si lasciano ghermire dal gioco senza fine di giochi, video, social network, sme, mail, immagini e trame “ad personam” che i nuovi device elettronici offrono loro in abbondanza. La tv dal canto suo, sempre grazie a Internet, secondo le previsioni di alcuni esperti vedrà scardinata la struttura portante del palinsesto e tenderà sempre più a frammentarsi in programmi visibili on demand. Addio alla programmazione tradizionale con le sue brave fasce orarie alle quali ogni famiglia era abituata da sempre. Ma nella guerra tra tv e strumenti elettronici è già in atto un armistizio, una possibilità di convivenza: sempre più frequenti sono i casi di sovrapposizione dell’utenza; di utilizzatori cioè che giocano e interagiscono con il secondo schermo, i device elettronici, mentre guardano il primo, cioè la tv, tanto per non lasciarsi scappare proprio nulla. Ma in questo arricchirsi smisurato di proposte, la qualità visiva si fa sempre più scadente. Un profluvio d’immagini miniaturizzate, con mediocre definizione, dove la trasandatezza sembra diventare uno stile. Dov’è finito lo splendore dell’immagine cinematografica? Guardiamo tutto come guardoni, ma stiamo disimparando a guardare.
autore / Paolo Pivetti
Paolo Pivetti
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]