Otturazioni addio, farmaco anti-Alzheimer sigilla i denti e li cura

10 gennaio 2017 ore 10:06, Andrea Barcariol
Per stimolare il rinnovamento delle cellule staminali della polpa del dente si può usare un farmaco anti-Alzheimer. E' quanto scoperto in uno  studio, firmato dai ricercatori del King's College di Londra. Dopo un trauma o un'infezione l'interno del dente può rischiare di infettarsi e il sottile strato di dentina prodotta naturalmente per sigillare la polpa del dente può rivelarsi insufficiente in caso di carie importanti. Nello studio pubblicatato su 'Scientific Reports, è stato condotto un esperimento condotto sui topi sotto la guida di Paul Sharpe, uno dei pionieri delle ricerche per ottenere denti in laboratorio. I ricercatori hanno messo a punto un sistema per stimolare le cellule staminali contenute nella polpa del dente e spingerle a generare nuova dentina anche nel caso di grandi carie, riducendo potenzialmente la necessità di otturazioni o cementi. Un nuovo approccio che punta a stimolare le naturali capacità dei denti di 'autoripararsì, evitando cementi o otturazioni spesso fonti di infezioni. «La semplicità del nostro approccio - spiega Paul Sharpe del King's College di Londra - lo rende ideale come prodotto clinico per il trattamento naturale delle grandi carie, fornendo sia la protezione della polpa che il ripristino della dentina. Inoltre, utilizzare un farmaco che è già stato testato in studi clinici per il morbo di Alzheimer offre la reale opportunità di ottenere rapidamente questo trattamento nella pratica clinica».

Otturazioni addio, farmaco anti-Alzheimer sigilla i denti e li cura
Il nuovo approccio si basa su una molecola chiamata Gsk-3 (Glicogeno sintasi chinasi), che è usata per curare alcune malattie neurologiche, incluso l'Alzheimer, e che ha dimostrato di riuscire anche a stimolare le cellule staminali che formano la dentina. Nel test la molecola è stata applicata nei denti attraverso spugne biodegradabili di 'colla' biologica, ossia collagene. Una volta imbevute della molecola, le spugne sono state inserite nella cavità da riparare, dove hanno liberato il farmaco che ha stimolato le staminali che producono la dentina, riparando il dente in un periodo compreso tra 4 e 6 settimane. Il gruppo è arrivato a questo risultato dopo aver ottenuto denti in provetta nel 2013 a partire da cellule raccolte dai tessuti che rivestono le gengive e da cellule staminali adulte.
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