A Legnano due casi di meningite, uno è meningococco C: via alla profilassi

10 gennaio 2017 ore 10:46, Andrea De Angelis
Torna la paura meningite, questa volta a Legnano con due casi riscontrati nel giro di poche ore. Uno contagioso, l'altro no. Si tratta dunque di un caso da meningococco quello di meningite accertato all'ospedale di Legnano, dove ieri è stato ricoverato in Rianimazione un paziente di 50 anni di Canegrate.
Lo ha confermato, come riporta puntualmente l'Ansa, l'assessore alla Sanità della Regione Lombardia, Giulio Gallera. "Gli accertamenti clinici ricoverato con evidenti segni di sepsi hanno evidenziato la presenza di stafilococco nel sangue (responsabile della sepsi) e di meningococco" ha precisato. Sono invece nettamente migliorate, ha spiegato l'assessore, le condizioni del paziente di 49 anni di Busto Garolfo, anche lui ricoverato all'ospedale di Legnano, con una meningite da pneumococco e quindi assolutamente non contagiosa. A tal punto che Gallera, sembra come scritto dall'Ansa, ha ribadito che "come da norma in questo caso non si provvede alla profilassi dei contatti".

A Legnano due casi di meningite, uno è meningococco C: via alla profilassi
Come riporta Il Giorno, l’ATS ha avviato un'indagine epidemiologica per risalire a tutti gli spostamenti del 50enne di Canegrate nei giorni precedenti all’insorgenza dei sintomi in modo da capire i luoghi che ha frequentato e avviare così la dovuta profilassi antibiotica per tutti coloro che erano stati a stretto contatto con lui. Il paziente è stato sottoposto immediatamente a una terapia adeguata e, seppur le sue condizioni sono ancora gravi, sta rispondendo positivamente alle cure. 
Gli esami molecolari hanno intanto confermato che il 25enne del torinese morto la scorsa sera alle Molinette di Torino, dove era stato ricoverato per febbre altissima, era affetto da meningite meningococcica. "Un caso in Piemonte nel mese di gennaio non può considerarsi un evento inatteso, non c'è da allarmarsi" ha ribadito all'Adnkronos Vittorio Demicheli, epidemiologo della direzione sanitaria della Regione Piemonte precisando che "a dispetto della pericolosità si tratta di un batterio labilissimo che sopravvive per pochi minuti fuori dal corpo umano quindi il contagio è assai limitato. Allo stato attuale, dunque, non c'è particolare preoccupazione anche perché fin da subito è stata attivata la profilassi prevista in questo caso per le persone che sono venute a contatto con la giovane vittima", ha concluso.
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