Banca Etruria: su dietrofront dei fondi Usa, l'unica pretendente è Ubi

10 gennaio 2017 ore 12:00, Luca Lippi
Scaduti ieri i termini per entrare nelle Good Bank nate dalla risoluzione del 22 novembre 2015, e come previsto dagli analisti nei mesi scorsi, nessuno si è presentato per acquisire la guida delle nuove realtà risanate, e quindi, stesso destino è toccato proprio a Banca Etruria.
Né i fondi americani né Bper, che pure fra luglio e settembre avevano corteggiato Banca Etruria, si sono fatti sotto per chiudere l’affare, bastava presentare un’offerta migliorativa rispetto a quella di Ubi, giudicata peggiorativa rispetto alle condizioni iniziali, per far ripartire l’intero procedimento di vendita.
Bper è orientata, a quanto si sa, all’acquisto di Cariferrara, l’unica delle Good Bank che era rimasta fuori dalle mire di Ubi e che rischiava la liquidazione. Finirà invece con tutta probabilità fra le braccia della popolare modenese.
Quanto agli equity funds provenienti dagli Stati Uniti, in estate c’era stata l’offerta  presentata alla fine di luglio e le cui vere condizioni non sono mai state chiarite fino in fondo. Tuttavia, il presidente delle Good Bank Roberto Nicastro aveva giudicato l’offerta non congrua. Dagli Stati Uniti si è ordinata subito la retromarcia; nella migliore delle tradizioni statunitensi gli americani non sopportano troppo le complicazioni e i passaggi burocratici, anche se un affare sembra irrinunciabile, basta un minimo intoppo per far saltare le trattative.
Per loro un no è un no, specie se giunge di seguito a quello che Apollo aveva già ricevuto quando si era fatto avanti per Carige. 

Banca Etruria: su dietrofront dei fondi Usa, l'unica pretendente è Ubi

In primavera, la prospettiva era quella di un gruppo bancario che facesse perno su Genova per poi allargarsi verso il Centro Italia, ma è tutto rimasto allo stato di ipotesi. Si è poi detto che i fondi Usa fossero disponibili a partecipare anche alla riapertura della procedura dopo l’annullamento della prima gara, in realtà di un loro concreto interessamento non si è avuto più traccia. Fine della storia.
Adesso, sul tavolo resta l’unica proposta che sia andata oltre le manifestazioni di interesse generiche, quella di Ubi. E’ già pronto un documento al quale manca solo la firma per divenire un atto di cessione o di acquisto, a seconda della prospettiva: un euro (simbolico) per portarsi a casa tre Good Bank (oltre a Etruria, Marche e Carichieti), ricapitalizzazione garantita dal fondo di risoluzione, deteriorati ad Atlante più annessi e connessi.
Quali saranno i tempi tecnici? Da un punto di vista procedurale, serviranno ancora un paio di mesi per essere perfezionata la vendita, la fusione di cui bisogneranno capire tempi e modi, gli esuberi (fra i 900 e i 1700 nelle tre banche) e anche il nome che andrà perduto. Banca Etruria è pronta al grande salto per abbandonare il passato e ricominciare dal presente.

autore / Luca Lippi
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