Due mesi di tempo o è crac per il Comune di Napoli: rischio stipendi

10 gennaio 2017 ore 16:58, Luca Lippi
Il comune di Napoli avrebbe liquidità sufficiente per coprire due mensilità di stipendi poi il blocco. Questa sembra essere la situazione del comune di Napoli che sembrerebbe sul baratro di un crac. In realtà le cose non sono proprio come appaiono.
C’è di mezzo un pignoramento, chiesto dal Consorzio Cr8, di 120 milioni. Il pignoramento è stato chiesto per debiti ereditati dal terremoto in Irpinia del 1980. Denaro che il commissariato straordinario affidò al cosiddetto Cr8 (Consorzio ricostruzione otto, ndr) e spettanze non pagate dallo stesso commissariato e dalle amministrazioni di diversi colori susseguitesi dopo la fine del commissariamento.
Entro tre giorni la Cassazione deciderà sulla sospensione di questo maxi-pignoramento che, se non dovesse essere congelato, potrebbe mettere nei guai tutta la macchina della pubblica amministrazione comunale.
L’assessore al Bilancio scelto da De Magistris, Salvatore Palma, spiega: “Chiariamo subito un punto: per i prossimi due mesi l’amministrazione è in grado di pagare gli stipendi, poi la speranza è che il problema venga risolto altrimenti potremmo andare in difficoltà”. 
Se il pignoramento non sarà congelato dalla Cassazione il problema è reale, tuttavia l’assessore chiarisce: “Abbiamo la possibilità di avere anticipazioni di tesoreria, certo, hanno un costo, però gli stipendi li paghiamo. E giacché ci siamo chiarisco un altro punto, il pignoramento vero e proprio non è ancora arrivato, per ora è il Tesoriere, ovvero il Banco di Napoli, che precauzionalmente tiene bloccate quelle somme”.

Due mesi di tempo o è crac per il Comune di Napoli: rischio stipendi

La scadenza per la presentazione dei bilanci è al 31 marzo, ma tutti gli occhi sono puntati a Roma, al Palazzaccio e al 13 gennaio. Se gli ermellini non dovessero concedere proroghe, per Napoli sarebbe un problema di dimensioni piuttosto preoccupanti.
Salvatore Palma allarga la problematica del pignoramento anche alla manovra di bilancio:Con il Milleproroghe l’approvazione del bilancio deve essere fatta entro il 31 marzo, ma è chiaro che se entro febbraio non si chiarisce la questione del pignoramento, sarà molto difficile fare una manovra se si sottraggono somme pari a 120 milioni. Credo che ci saranno almeno un paio di appuntamenti a Roma, molto importanti, per trovare una soluzione che auspico si trovi”.
In conclusione, è una situazione complessa anche se non impossibile. In concreto però, pur trovando una soluzione contabile, dilatando le disponibilità liquide di bilancio, in ogni caso nell’immediato futuro si potrebbe creare un fardello tale da impattare negativamente sui servizi essenziali. Ancor maggiore sarebbe il fardello se il pignoramento non venisse congelato dalla Cassazione. In ogni caso si deve attendere venerdì.

autore / Luca Lippi
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