Renzi al Pd/1, non si farà fregare ma ecco chi fregherà

10 giugno 2013 ore 12:09, Lucia Bigozzi
Renzi al Pd/1, non si farà fregare ma ecco chi fregherà
Renzi contro la nomenklatura, Renzi contro la struttura, Renzi contro tutti. Sarà davvero così? Nel fine settimana il sindaco di Firenze, da Firenze ha monopolizzato la politica delle larghe e delle strette intese con effetti immediati nel Pd pre-congresso.
La domanda che agita le avanguardie (big) e le retrovie (truppe correntizie) del Nazareno è: a che gioco sta giocando Renzi? E qui si apre il vaso di Pandora delle ipotesi: dall’Opa alla segreteria, all’asse con Letta per la staffetta a Palazzo Chigi; dalla cura metodica e mediatica del bacino elettorale ‘largo’, al ‘dialogo’ costante e discreto con D’Alema sugli assetti futuri, alla resa dei conti coi capibastone che finora gli hanno costellato il cammino politico di bastoni. A ben vedere, la fuga in avanti del rottamatore contiene in sé una strategia di medio-lungo termine. La richiesta, quasi un monito su data certa del congresso e regole chiare “perché stavolta non voglio farmi fregare” (ha detto a Rep che pare si stia convertendo al verbo renziano dopo averne per mesi elencato i punti critici) serve in realtà a due cose: uscire allo scoperto per guadagnare terreno e consensi su come il congresso sarà condotto, sbarrare la strada a quanti nelle stanze dei bottoni stanno già affilando coltelli e preparando contro-mosse (bersaniani, movimentisti, barchiani), nella visione di un partito ancorato agli schemi di struttura e di vertice diametralmente opposti alla visione ‘aperta’ e inclusiva dei renziani. Perché una cosa è chiara: a ottobre non sarà solo la partita a chi si prende il piano alto del Nazareno, bensì si scontreranno frontalmente due visioni di partito. Ed è su questo che Renzi sta battendo forte. La visione che passerà dalle maglie precongressuali, avrà, inevitabilmente, effetti sul governo Letta-Alfano. E qui si incrocia un altro ‘doppio’: Renzi-Letta. Alleati, nemici, amici pre-congressuali? Gli spifferi di Intelligonews conducono in una direzione: Letta sa di non avere dietro di sé una base di consenso solida e ampia; e sa che il suo futuro politico è legato a doppio filo alla riuscita dell’agenda di governo, riforme e lavoro in testa . Sa anche che Renzi è l’unico politico spendibile per la staffetta a Palazzo Chigi e sa, infine, che fin d’ora deve crearsi una piattaforma alternativa. L’Europa, appunto e nella fattispecie la guida della Commissione europea. Ma questa è un’altra storia, ancora tutta da scrivere.
autore / Lucia Bigozzi
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