Spending review britannica, da noi non c'è un Osborne: ecco perché

10 giugno 2014, Gianfranco Librandi
Spending review britannica, da noi non c'è un Osborne: ecco perché
di Gianfranco Librandi Perché la spending review britannica è stata operativa subita e quella italiana non vuole partire? Che fine ha fatto Cottarelli? In quale ufficio dorato è recluso e quali lobby sono in anticamera per gridare i loro “no”? Andiamo con ordine e spiamo le carte del governo Cameron, e nello specifico del Cancelliere dello scacchiere George Osborne che lavora alla spending review britannica dal 2010. Il piano di Osborne aveva scadenza 2015, solo per alcuni provvedimenti ha dovuto rivedere le stime al 2018, ma i risultati macro sono già visibili e con anticipo! Gli slittamenti sono la conferma che non si parla di cose semplici da attuare, ci vuole rigore, trasparenza e autorità. Osborne fece riferimento a un fantomatico “piano A” che prima di tutto prevedeva un mix di provvedimenti, per l’80% basato sul taglio della spesa statale e degli enti locali, e per un 20% di aumento delle tasse. Questa è stata in assoluto la rivoluzione della spending di Osborne! La concezione delle politiche europee fino ad oggi ha fondato le soluzioni di bilancio sul solo inasprimento tributario. La frase che rimarrà nella Storia pronunciata a tale proposito da Osborne fu: “«What business will invest with confidence, if they fear ever-higher deficits will lead to ever-higher taxes? What family will spend with confidence, if they fear ever-higher debts mean ever-higher interest rates?”. Il significato di queste parole sta ponendo l’accento che non esiste nessun imprenditore e nessuna famiglia disposta nel medio termine a investire e a consumare a tassi crescenti. Invero Osborne ha potuto contare anche sull’influenza diretta dello stato nelle banche partecipate (Royal Bank of Scotland e Lloyid Banking Group) imponendo la garanzia di un supporto alle imprese, la stessa non ha potuto farla nei confronti di altri istituti di credito fuori dal controllo dello stato (di fatto, poi, col “piano B” coinvolgerà anche gli istituti di credito privati). Ai ministeri con portafoglio ha derogato ogni autonomia di spesa autofinanziandosi, esempio è quello del Ministero della Difesa che produce sommergibili all’avanguardia ricavandone le risorse dall’ottimizzazione dei mezzi e delle finanze a disposizione del Ministero stesso. Altro provvedimento coraggioso è stato il taglio di 310 mila posti di lavoro nel settore pubblico (solo questo è stato sufficiente per garantire subito, e per tutti gli anni a seguire, un risparmio di 6 miliardi di sterline l’anno). Nel “piano B” Osborne riunisce intorno al tavolo il gotha della finanza britannica facendo sottoscrivere un impegno “vincolante” nel quale lo stato s’impegna a finanziare le perdite degli istituti di credito durante il periodo di crisi esclusivamente a patto che gli istituti credito dedicassero la massima attenzione al sostegno del credito al consumo ed alla erogazione dei mutui. Contestualmente taglia i benefici alle famiglie. E' una sostituzione di privilegi per il Welfare basata sul “valore marginale” (teoria economica perfezionata e sviluppata nel XIX secolo detta “dei professori”) che altri non è (non convenzionalmente) che la valorizzazione equa di quello che è “necessario”. In conclusione il risultato attuale è che la previsione 2013 di crescita del PIL per il 2014 è aumentata dall’ 1,8 al 2,4%. La disoccupazione è contenuta al 7% con due anni di anticipo sulla tabella di marcia stabilita e l’inflazione è introno al 2,1%. Non parliamo di cifre esaltanti, non c’è bisogno del parere dei tromboni per valutarlo, ma confrontate con la situazione globale europea sono dati eccezionali! Non è un miracolo e, soprattutto, non è a costo zero, ma la situazione che si lavori sul futuro è concreta. Una curiosità, che è anche una NOTIZIA: la consulenza per l’attuazione del piano di spending review britannico è stata elaborata dalla BRAVO SOLUTION, società italiana leader nel settore che ha curato l’analisi della spesa per beni e servizi della Pubblica Amministrazione Britannica. C’è bisogno di elencare i vari “perché” in Italia non è possibile attuare neanche un terzo dei punti succitati? Sindacati, banche, associazioni di categoria … troverebbero immediatamente i fondi che dicono di non avere per organizzare pacifiche rivolte telecomandate.
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]