Mafia Capitale, assedio a Marino: blitz 5S e sit-in di Noi con Salvini, FdI e CasaPound

10 giugno 2015, intelligo
Mafia Capitale, assedio a Marino: blitz 5S e sit-in di Noi con Salvini, FdI e CasaPound
E’ il giorno più lungo per il sindaco di Roma Ignazio Marino. Sul piano politico, l’opposizione reclama da giorni le dimissioni e lo ribadisce in Consiglio comunale, il primo dopo i 44 arresti di Mafia Capitale 2. 

Clima teso nell’Aula Giulio Cesare, con un prologo ad accendere la miccia: il blitz in Campidoglio dei 5Stelle. Eletti e sostenitori stanno assediando la sede del Comune capitolino al grido “onestà”, nel tentativo di accedere a Palazzo Senatorio per assistere alla seduta dell'Assemblea capitolina dove intendono chiedere il passo indietro di Marino. E’ attesa anche una delegazione di parlamentari che dovrebbe prender parte alla protesta insieme a consiglieri 5 Stelle e agli attivisti grillini. 

Non sono mancati momenti di tensione sulla scalinata di accesso al Campidoglio tra gli attivisti del M5S che chiedevano di assistere alla seduta dell'assemblea capitolina e le forze dell'ordine, coi vigili schierati che tentavano di tenere chiuse le porte. Nella concitazione è volato anche qualche spintone. Dopo una lunga trattativa, sono entrati nella sala capitolina i parlamentari del 5S e i giornalisti. Solo qualche attivista,è riuscito ad entrare, la maggior parte è rimasta fuori in piazza dove continuano i cori 'buffoni' e 'Marino dimettiti'. Ma sale anche la rabbia per il mancato accesso alla sala dove si tiene l'assemblea. E dal suo blog Beppe Grillo lancia l'hashtag #OccupyCampidoglio.

Davanti al Campidoglio non c'era solo la protesta dei 5 Stelle. C'era anche quella del Movimento Noi con Salvini insieme agli esponenti di FdI-An e ai militanti di Sovranità, il soggetto politico nato da CasaPound. Tutti a chiedere le dimissioni di Marino. 

All'ordine del giorno della seduta c’è la sostituzione temporanea dei consiglieri sospesi, dopo la nuova ondata di arresti che hanno ridotto i numeri dell’assemblea (Mirko Coratti e Pierpaolo Pedetti del Pd, Massimo Caprari di centro democratico e Giordano Tredicine di Forza Italia, sono i nuovi nomi finiti nell’inchiesta del procuratore Pignatone. E’ durata poco tempo la seduta del consiglio comunale. Giusto il tempo di eseguire le operazioni di surroga dei quattro consiglieri sospesi dopo il coinvolgimento nell’inchiesta Mafia Capitale. L'assemblea capitolina ha proceduto alla sostituzione e subentrano, per il Pd Liliana Mannocchi e Cecilia Fannunza, per il Pdl Alessandro Cochi e Daniele Parrucci al posto di Caprari.


SINDACATI IN PIAZZA. La fiaccolata di domani (17.30) in piazza Santissimi Apostoli serve “per la rigenerazione della classi dirigenti della nostra città”. La spiegano così l’iniziativa dei sindacati il segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio Claudio Di Berardino, il responsabile della Cisl di Roma Mario Bertone e il segretario generale della Uil di Roma e del Lazio Alberto Civica, che chiamano a raccolta i romani per dire no alle mafie. “Non ci potrà essere nessuna ripresa se questa città non si libererà, e presto, dal malaffare, dalla corruzione, dai sistemi clientelari e delle connivenze mafiose. Occorre fare pulizia fin dalle radici”, perché “Roma deve essere governata. Non è tempo di gestioni straordinarie”. 

LuBi
autore / intelligo
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