L'Ance avverte: incremento delle tasse sulla casa al 143,5% in 3 anni

10 giugno 2015, Luca Lippi
L'Ance avverte: incremento delle tasse sulla casa al 143,5% in 3 anni
Nello scorso 2014 l’insieme delle tasse sugli immobili ha portato nelle casse dello Stato 42,1 miliardi di euro, un gettito che è aumentato del 9,8%, l’equivalente di 3,8 miliardi in più in un solo anno.

E’ quanto dichiarato dall’Ance nel rapporto “Focus casa” dove specifica che i “colpevoli dell’aumento di tassazione sono le tasse sul possesso”.

Il gettito dell’Imu e della Tasi è passato da 9,8 miliardi di euro del 2011 a circa 24 miliardi del 2014, causando un incremento della pressione fiscale del 143,5% in tre anni.

In buona sostanza, la casa è il bancomat del fisco, e se vuoi rimanere dentro alla “tua” casa, devi pagare! Ricorda una pratica diffusa di dubbia legalità, ma dobbiamo fidarci dello Stato e quindi fughiamo ogni dubbio!
Nel rapporto dell’Ance leggiamo che agli italiani torna la voglia del mattone, ad aprile le domande di mutui rivolte alle banche sono aumentate del 72% rispetto all’anno precedente (sottolineiamo ad aprile) mentre nello stesso rapporto leggiamo che nel primo trimestre dell’anno le compravendite sono aumentate di 0,8%. Vuol dire che a occhio il 71,2% delle domande di mutuo sono state rifiutate oppure è un dato che riguarda altro (ad esempio rifinanziamento privato, ricondizionamento, ipoteca di immobili per pagare tasse relative all’attività commerciale…). L’Ance parla di una situazione idilliaca per il comparto edile se non fosse gravato da una tassazione ai limiti dell’inaccettabile.

Sulla visione “idilliaca” dell’Ance nutriamo qualche dubbio, ma comprendiamo la pratica del “filogovernativismo” delle associazioni di categoria che va tanto di moda da un anno a questa parte; la loro visione di eccellente propensione all’acquisto di una casa da parte degli italiani non trova il conforto dei dati, per buona parte è fuga dal risparmio gestito, poi non si calcola la dismissione di seconde case ormai ingestibili e la speculazione dei pochissimi che detengono grossi capitali pronti a strangolare futuri ex proprietari costretti a dismettere proprietà deprezzate del 30%. 

Nel 2014 il totale del prelievo (Imu, Tasi, Irpef, Ires, Iva e altre imposte su trasferimenti e locazioni) ha fruttato alle casse dello Stato 42,1 miliardi di euro di gettito, in aumento del 9,8% rispetto al 2013. 

In particolare, il gettito della tassa sul possesso é passato dai 9,8 miliardi di Ici del 2011 a circa 24 miliardi nel 2014 (Imu+Tasi), determinando un aumento della pressione fiscale del 143,5% in soli tre anni. Le tasse sugli immobili hanno quindi contribuito a finanziare il risanamento dei conti pubblici: se nel 2011 le entrate derivanti dall'Ici rappresentavano l'1,3% delle entrate della Pubblica amministrazione, dopo tre anni l'incidenza di Imu e Tasi sul totale delle entrate della P.A. è salita al 3%.
Poi l’Ance si lancia in una serie di proposte per rilanciare il settore, il presidente Paolo Buzzetti dice: “Se non riparte l'edilizia, l'economia non riparte e su un bene come la casa serve un segnale forte e non più rinviabile da parte del Governo per cogliere l'occasione positiva che ci presenta lo scenario  macroeconomico”, lo scenario macroeconomico dovrebbe essere quello di cui abbiamo scritto ieri!

L’Ance propone un ventaglio d’interventi, a cominciare dalla configurazione della futura local tax come un'imposta unica, stabile quantomeno per 3 anni e integralmente destinata ai Comuni per il finanziamento dei servizi, con l'"ovvia esclusione dell'invenduto delle imprese edili (aree e fabbricati costruiti, o ristrutturati, per la successiva vendita)". Inoltre, l'associazione dei costruttori punta all'introduzione di incentivi per favorire la permuta tra abitazioni usate e quelle più efficienti sotto il profilo energetico e alla stabilizzazione nel tempo degli incentivi fiscali per il recupero delle abitazioni e per la riqualificazione degli edifici.

Altra carta che mette sul tavolo l'Ance è la detassazione degli acquisti di abitazioni nuove in classe energetica elevata eseguiti fino al 2018 ed esenzione per tre anni dall'Imu, Tasi e dalla futura local tax. Il presidente dell’Ance sembra cadere dalle nuvole a non volere inquadrare le priorità che sono le scuole che cascano a pezzi e diversi uffici pubblici che richiedono ristrutturazioni e ricondizionamenti, il problema è trovare imprenditori disposti a fare lavori per un committente che non paga e se paga lo fa dopo che ti ha mandato l’azienda in fallimento. Alle volte sembra di sognare!

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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