G7, si parla di tutto e della diminuzione del Pil Usa?

10 giugno 2015, Luca Lippi
G7, si parla di tutto e della diminuzione del Pil Usa?
Dal G7 celebrato in Baviera emerge che la priorità è il Ttip (Trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti) “Accelereremo assicurando progressi su tutti gli elementi del negoziato, con l'obiettivo di arrivare ad un accordo al più presto possibile, preferibilmente entro la fine dell'anno". Poi la Merkel precisa che è necessario concordare il superamento di punti in contrasto sia con gli obiettivi della UE sia con gli obiettivi degli Stati Uniti. Altro punto di “successo” del summit è stato un accordo sul riscaldamento globale, e non ultimo, il proclama del Presidente Renzi che annuncia “L'Italia non è più parte del problema economico, ma dati ancora timidi”.

Poi ci sono le cose serie! E neanche troppo “poi”, crediamo che un argomento poco “pubblicizzato” dev’essere un dato troppo trascurato; il 29 maggio è stato reso pubblico il dato macro del dipartimento al Commercio USA, “il Pil degli Stati Uniti, nel primo trimestre dell’anno, è sceso dello 0,7%”. Probabilmente Obama avrà dovuto dare qualche spiegazione plausibile al riguardo.

Messo così, il dato potrebbe non avere alcun senso, e allora ampliamo la visuale. Negli Stati Uniti ci sono stati 4 QE per rilanciare i consumi e fronteggiare la crisi negli USA (da dove è partita nel 2007 contagiando tutto il pianeta). Il risultato di questi 4 QE a leggere il dato è stato in pratica nullo, oppure potrebbe aver limitato i danni che al saldo finale del 29 maggio è ancora piuttosto preoccupante.

Si potrebbe ipotizzare (la peggiore conseguenza ma anche la più prevedibile) una nuova crisi economica, e in questo momento (ancora sotto le macerie della crisi del 2007) ci troveremo totalmente indifesi e angosciati. La visione è sicuramente negativa, ma non per questo sottovalutabile!

Sorprende la totale assenza della notizia da ogni format tra le notizie più importanti del giorno. Nella sezione economia di un importante motore di ricerca, il giorno 29 maggio campeggiavano fra le notizie più importanti “Istat conferma la fine della recessione: il Pil torna a crescere …”; “Banda larga, Cassa Depositi firma con Wind e Vodafone …”; “Buone notizie dall’Istat, stiamo uscendo dalla deflazione” ed infine “Ponte del 2 giugno, prova d’estate. In viaggio sei milioni di italiani”. Soprattutto nessuno ha sollevato la questione durante il G7 (oppure nessuno ha ritenuto opportuno renderne conto).

In psicologia, si studiano i meccanismi di rimozione dal nostro cervello di tutto ciò che crea ansia, evidentemente chi controlla l’informazione, conosce bene questi meccanismi, dunque, secondo questi signori la prima preoccupazione degli italiani oltre l’oroscopo e la goccia di caffè caduta sul piano di cottura è decisamente dove passare le vacanze, oppure cantare “vittoria” perché “l’Italia non è più parte del problema economico”. Questione di tempi tecnici, presto torneremo in possesso del nostro primato (se la Grecia ci abbandona) altrimenti dovremo accontentarci del podio! 

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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