Il Papa stringe il cerchio sui preti pedofili e introduce un reato

10 giugno 2015, Americo Mascarucci
Il Papa stringe il cerchio sui preti pedofili e introduce un reato
Vita dura per i vescovi che nelle rispettive diocesi si troveranno a ricevere denunce di abusi su minori da parte dei sacerdoti. Non sarà più possibile far finta di nulla o non prendere in considerazione gli esposti come spesso avvenuto in passato. 

Papa Francesco ha infatti dato il via libera alla riforma volta al contrasto della pedofilia fra il clero, accogliendo la proposta di introdurre il reato canonico di “abuso d’ufficio episcopale” al fine di sanzionare il comportamento dei vescovi omissivi che non daranno seguito alle denunce di abusi compiuti da sacerdoti delle rispettive diocesi. 

La proposta fa parte di un pacchetto più ampio presentato al Papa dal gruppo dei nove cardinali che compongono il G9 e che stanno coadiuvando Francesco nel governo della Chiesa. Le nuove norme contro la pedofilia sono state in particolare studiate e suggerite dall’arcivescovo di Boston Sean Patrick O'Mally, presidente della Pontificia Commissione per la tutela dei minori e accolte favorevolmente anche dai rappresentanti degli “abusati” che Bergoglio ha voluto all’interno della Commissione. O’Mally negli anni passati è stato in prima linea nella lotta ai preti pedofili nell’Arcidiocesi di Boston dove in passato erano stati consumati abusi fra l’indifferenza dei suoi predecessori. 

Appena preso atto delle gravi accuse nei confronti di esponenti del clero locale, il cardinale proveniente dall’Ordine francescano dei Cappuccini, oltre ad aver allontanato gli autori degli abusi ha voluto risarcire le vittime, fatto questo che gli ha fatto acquisire una grande stima da parte di chi in passato si era trovato di fronte muri di gomma ogni volta che aveva osato denunciare i comportamenti indecenti di quei preti. 

Da oggi ignorare le denunce, proteggere gli autori dei reati, insabbiare le inchieste potrebbe costare davvero caro ai vescovi che rischiano di finire davanti alla Congregazione per la Dottrina della Fede dove il Papa ha voluto istituire un’apposita commissione chiamata a giudicare e sanzionare i comportamenti omissivi degli ecclesiastici. I provvedimenti nei confronti dei vescovi compiacenti potrebbero essere molto severi fino ad incorrere nella sospensione a divinis e nella riduzione allo stato laicale. 

Le denunce contro i prelati dovranno essere inoltrate alle Congregazioni per i Vescovi, per l’Evangelizzazione e per le Chiese Orientali. Saranno dette congregazioni ad esaminare le denunce e a trasferire poi il fascicolo con le accuse alla Congregazione per la Dottrina della Fede che comminerà le relative sanzioni disciplinari. Insomma una stretta senza precedenti contro la pedofilia fra il clero, soprattutto perché finalmente come già aveva fatto in passato Benedetto XVI vengono fornite ai vescovi disposizioni e direttive ben precise su come gestire le denunce di abusi ad opera di sacerdoti. In passato infatti la Chiesa è stata spesso accusata di complicità nella reiterazione dei reati proprio perché certi vescovi, lungi dal denunciare pubblicamente i preti pedofili, cercavano di coprire tutto spesso accordandosi con le vittime e ottenendo il silenzio al fine di evitare scandali. 

Poi ci sono stati casi di vere e proprie gravi omissioni, vescovi cioè che pur in presenza di denunce dettagliate e circostanziate hanno continuato a proteggere i preti, spesso adducendo come motivazione la scarsa attendibilità delle denunce stesse. Alcuni prelati finiti nell’occhio del ciclone si sono invece difesi proprio sostenendo di non aver avuto gli strumenti per agire, né le direttive da seguire, motivo che il più delle volte li ha spinti a risolvere la situazione con il semplice spostamento del prete incriminato da una parrocchia ad un’altra della diocesi. 

Da oggi non saranno quindi più ammessi errori. I vescovi che riceveranno denunce di abusi da parte di esponenti del clero locale dovranno dar seguito alle denunce collaborando con la magistratura nelle indagini e nell’accertamento dei fatti. Anche perché non è detto che poi effettivamente tutte le denunce debbano rivelarsi fondate, ma se i vescovi per primi non si impegnano alla ricerca della verità come si possono dissipare i sospetti e le ombre? Ecco, da oggi la Chiesa non potrà più essere accusata in sede Onu di fare poco o nulla per combattere la piaga della pedofilia. O per i preti pedofili, ma soltanto per loro, si pretenderà l’introduzione della pena capitale?
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