Putin in Italia: ecco perché Renzi ha la moglie americana e l'amante russa

10 giugno 2015, Adriano Scianca
Putin in Italia: ecco perché Renzi ha la moglie americana e l'amante russa
Per essere il nemico pubblico numero uno dell'Occidente, e quindi anche dell'Italia, Vladimir Putin è stato accolto in modo davvero positivo all'Expo di Milano. “La presenza della Russia ad Expo 2015 – ha spiegato il premier Renzi di fronte allo “Zar” in persona – ha impreziosito ancor di più l'Esposizione Universale. Il Padiglione della Russia non rappresenta solo il settore agroalimentare ma è espressione anche di innovazione e ricerca. Ringrazio Putin per essere venuto”. 

Parole al miele, non c'è che dire. Putin e Renzi, peraltro, hanno avuto anche un incontro privato. Poi il presidente russo ha visto i vertici di alcune principali aziende italiane, come l'AD di Finmeccanica, Mauro Moretti, di Eni, Claudio Descalzi, di Ferrovie dello Stato, Michele Elia, di Enel, Francesco Starace. 

Non è esattamente così che ci si rapporta con un satrapo autoritario, con un guerrafondaio, con un semi-dittatore. Insomma, con uno che abbia i difetti che Obama, l'Ue e gran parte dei media occidentali vedono in Putin. Quando l'inquilino del Cremlino era ricevuto da Berlusconi (e la circostanza dovrebbe ripetersi anche stasera, sembra), si ironizzava sul “lettone”. A Mosca è di casa anche Prodi, tuttavia. E ora vediamo che Renzi non ha certo puntato i piedi evocando le leggi russe sulla propaganda gay o la crisi ucraina. 

Insomma, la realpolitik alla fine vince sempre. E meno male. Ma poi ci si accoda alle sanzioni e alla retorica americana sul Putin pericolo ambulante. L'impressione è che in Italia tutti sappiano che le prese di posizione americane contro la Russia sono unilaterali, ideologiche e strumentali, salvo poi non avere la forza per imporre visioni differenti. 

Basta leggere, del resto, una recente intervista del ministro Gentiloni al Corriere della Sera, in cui il titolare degli Esteri spiega che l'Italia “non vuole chiudere il dialogo con Mosca” con cui ha un “rapporto privilegiato”. 

Gentiloni ha anche ribadito che “nei settori non colpiti dalle sanzioni non ci sono ostacoli nella collaborazione economica con la Russia. Anzi la caduta dei corsi del petrolio spinge verso una diversificazione dell’economia russa e ciò offre nuove opportunità per le nostre imprese. Sicuramente c’è stato un calo dell’interscambio, ma la Russia resta un mercato di grandi potenzialità”. Per poi aggiungere anche che “su molti dossier, come nucleare iraniano, Siria, Libia, ambiente, disarmo, abbiamo bisogno di confrontarci con la Russia”. 

Insomma, come sempre, nella politica estera italiana, finiamo per avere la moglie americana, ma segretamente abbiamo occhi solo per la nostra amante russa.
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