Crisi download di app: Apple cambia lo Store e fa pubblicità

10 giugno 2016 ore 8:01, intelligo
di Luciana Palmacci 

Ce ne sono talmente tante che non si sa quale scegliere. Ormai esiste un app per ogni evenienza, ma nonostante questo è in calo il numero di quelle effettivamente scaricate. Negli USA i maggiori sviluppatori fanno registrare un calo del 20% nei download. Lo aveva già anticipato molti mesi fa una relazione di comScore secondo la quale la maggioranza assoluta degli utenti smartphone scarica meno di un’app al mese; adesso ne danno la conferma i dati di SensorTower, che a maggio hanno visto i download riferiti alle app dei 15 maggiori sviluppatori crollare del 20% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Le cose vanno lievemente meglio a livello globale, dove si osserva una crescita comunque modesta (3%). 
Crisi download di app: Apple cambia lo Store e fa pubblicità

Resta importante però fare una distinzione tra i soggetti presi in considerazione dalla ricerca e il mercato delle app in generale. Con un miliardo di utenti all’attivo è difficile che ad esempio WhatsApp possa crescere ancora a ritmi così sostenuti; stesso discorso per YouTube, Twitter, Gmail, Airbnb e molti altri in classifica. Gli unici che dalla vicenda ne escono più che dignitosamente sono Uber e Snapchat, che continuano a guadagnare download, ma allo stesso tempo sono anche tra le piattaforme più recenti. 

Una risposta al problema forse arriverà da Apple che potrebbe apportare cambiamenti molto importanti su App Store, il ‘negozio’ della Mela, nel modo in cui utenti e addetti ai lavori si approcciano alla piattaforma. Secondo quanto rivelato da Phil Schiller, Senior VP of Worldwide Marketing di Apple, e presenza storica del keynote di apertura della WWDC, Apple sta lavorando per migliorare qualsiasi aspetto dell'esperienza d'uso del software. Fra le novità più eclatanti la possibilità di introdurre un piano di abbonamento su tutte le tipologie di applicazioni presenti sullo store. "Apriremo gli abbonamenti a tutte le categorie di software, e questo include anche quella dei videogiochi, che è una categoria di enorme importanza", sono state le parole di Schiller. 
Si tratta di una rivoluzione nel modo in cui l'utente si approccerà alle applicazioni mobile e che cambierà l'assetto dell'intera categoria di software: con le novità gli utenti potranno acquistare le applicazioni e i giochi non più con un pagamento una tantum, o con l'acquisto di opzioni in-app, ma attraverso un abbonamento mensile

La manovra probabilmente è una risposta alle vendite in declino di iPhone e potrebbe consentire alla società di tradurre la grossa base d'utenza del melafonino in un flusso continuo di proventi. Schiller ha inoltre affermato che su App Store saranno visualizzati dei banner pubblicitari sotto forma di app consigliate per migliorare la visibilità di quelle app che finirebbero irrimediabilmente nel dimenticatoio, e diverrebbero difficili da ricercare per gli utenti.
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