Il cancro ispira l' album degli Afterhours: "La musica antidoto al dolore"

10 giugno 2016 ore 7:09, Americo Mascarucci
Esce domani 10 Giugno il nuovo album degli Afterhours intitolato "Folfiri o Folfox". 
Un album doppio, per un totale di 18 canzoni, divise tra i due dischi, che è una rinascita per il gruppo di Manuel Agnelli. 
Gli Afterhours sono un gruppo musicale italiano rock formatosi a Milano nella seconda metà degli anni ottanta.
Assieme ai Marlene Kuntz sono considerati i portabandiera dell'indie rock italiano. L'attuale formazione è composta da Manuel Agnelli, leader e voce del gruppo, Roberto Dell'Era (basso), Rodrigo D'Erasmo (violino) e Xabier Iriondo (chitarra).
Intervistato da Tv Sorrisi e Canzoni Agnelli, reduce dall'esperienza di X Factor dove si è cimentato  come giudice spiega: "Questo è un album ostico, intenso e molto rock. Ci sono momenti di riflessione che derivano dall'elaborazione di un lutto, e il risultato è una forte energia. Ha senso perché racconta le nostre storie: parla della morte e della vita, della malattia e della cura, di rabbia e di felicità. Se il precedente disco era congelato nella sua estetica, Folfiri o Folfox (i due trattamenti chemioterapici a cui si è sottoposto mio padre) è caldo e più sentito. Ci tocca in maniera profonda, avevamo bisogno di esprimerci così per arrivare ad una comunicazione più scoperta attraverso l'utilizzo di un linguaggio non comune. La scomparsa di mio padre è stato un avvenimento devastante, non ero abituato e non lo sono ancora ad un mondo senza di lui. Ma è stato anche illuminante: nel mio caso, mi ha costretto a diventare adulto e scegliere le cose veramente importanti. I nostri brani sono oscuri e negativi ma noi musicisti abbiamo una grande fortuna: attraverso la musica, possiamo liberarci dal dolore ed espellere le tossine. Soldi, fama e vendite non sono paragonabili a questo".

Ma non solo. Se a Tv Sorrisi e Canzoni Agnelli spiega il dolore che è alla base del nuovo album, al Secolo XIX dichiara: "A causa degli eccessi abbiamo rovinato troppi concerti. Con la scusa dello spirito punk non badavamo alla qualità. Io cantavo da schifo, eppure ci applaudivano lo stesso. Da qualche tempo abbiamo detto basta e siamo cresciuti". 
Nonostante gli argomenti, però, bisogna aspettarsi tutto tranne che un album triste o deprimente. 
"È un album che non parla solo di morte e malattia – ha precisato Manuel a Tgcom – ma soprattutto di reazione a queste. E parla di chiusure di cerchi, di lasciare andare cose che zavorrano. Non è un lavoro ‘piangina’ ma molto energico, questo perché i testi sono arrivati dopo che le canzoni erano già state tutte scritte”. 


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