Cuccioli di cane dopati e vessati, stroncato traffico dall'Ungheria: 2 arresti

10 giugno 2016 ore 7:07, Lucia Bigozzi
La storia si ripete: nuovo traffico illegale di cuccioli. Trenta cani dall’Ungheria all’Italia, in condizioni pessime e a rischio vita. Tutto gestito da una banda sgominata dagli uomini del Corpo forestale dello Stato che hanno arrestato due persone e messo sotto indagine altre dodici con l’accusa di traffico internazionale di cuccioli. Un mercato illegale particolarmente attivo in Italia, con prezzi che oscillavano dai 700 agli 800 euro, nonostante i cuccioli fossero in condizioni precarie di salute. 

Cuccioli di cane dopati e vessati, stroncato traffico dall'Ungheria: 2 arresti
Si chiama  “Oro dell’Est” l’indagine coordinata dal pm di Lodi Emma Vittorio che hanno consentito – attraverso anche intercettazioni telefoniche – di alzare il velo su una rete di fiancheggiatori della quale facevano parte perfino due medici veterinari oltre a titolari di negozi di animali.
L’inchiesta è la prosecuzione di quella risalente a due anni fa nell’area di San Giuliano Milanese che portò a sei arresti e al sequestro di 88 cani, sempre importati illegalmente dall’Ungheria, e sottoposti a gravi maltrattamenti. Nei guai sono finiti due uomini e la madre di uno di loro di 74 anni. Proprio madre e figlio, martedì scorso aveva tentato di evitare il controllo della Forestale nascondendo alcuni cuccioli che tenevano in casa, nel bagagliaio della loro vettura. Andrea Fiorini, comandante provinciale della Forestale spiega che “i cuccioli sequestrati hanno non più di 40 giorni e non, come prevede la legge, 3 mesi e 21 giorni per l’introduzione da paesi sottoposti a vincoli sanitari come l’Ungheria. I cani vengono venduti non vaccinati ma dopati da antibiotici allo scopo di celare le patologie. E successivamente all’acquisto spesso si ammalano e muoiono tra gravi sofferenze o presentano gravi disabilità”. 

Ora i cuccioli sono stati affidati all’Adica, l’associazione per la difesa del cane che gestisce il canile comunale di Lodi. Saranno curati e poi resteranno in attesa di un'adozione.

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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