Dopo-Silvio, Formigoni (Ncd): "Il centrodestra del futuro è Milano... Penso anche a figure come Brugnaro"

10 giugno 2016 ore 12:53, Lucia Bigozzi
Il futuro del centrodestra è “il  modello Milano” , con un leader che se Berlusconi deciderà di cedere il passo potrebbe essere individuato in “figure come quella del sindaco di Venezia, Brugnaro”. E’ la proiezione che mette sul tavolo del dibattito, il senatore Roberto Formigoni (Ncd), un tempo indicato come delfino del leader di Fi. Nella conversazione con Intelligonews delinea il nuovo schema… 

Le condizioni di salute di Berlusconi riaprono il dibattito sul futuro del centrodestra. Con quale scenario?

"Primo: augurissimi a Berlusconi, che si riprenda bene e totalmente da questo infortunio che è stato di un certa gravità e richiede un intervento di una certa difficoltà. Per quanto riguarda il che fare, beh… come sempre dipenderà da lui: vorrà tornare? Lo farà al 100 per cento, all’80, al 50, al 40? E’ un’incognita; abbiamo letto tutto il consiglio dei medici a Silvio di lasciare sostanzialmente la politica; le pressioni della famiglia idem, sappiamo bene che la famiglia non voleva neanche che scendesse in politica".

Sì ma lei cosa dice?

"Io ipotizzo che certamente non tornerà al 100 per cento, non vorrà farlo al 100 per cento".

Dopo-Silvio, Formigoni (Ncd): 'Il centrodestra del futuro è Milano... Penso anche a figure come Brugnaro'
In Fi si torna a parlare di congresso ma anche di un ‘direttorio’ che guidi la coalizione. Con chi e come? 

"Fi da 3 anni non è più il mio partito e non voglio essere indiscreto. Fi resta un partito che ha davanti a sé la necessità di una scelta con Berlusconi o senza. Vediamo Berlusconi che ruolo vorrà attribuirsi e in quale percentuale di tempo, comunque Fi ha davanti a sé una scelta ben rappresentata anche in queste amministrative: di fronte a una parte del fu centrodestra che si radicalizza, di fronte a scelte di Lega e Fi di radicalizzarsi sulla destra, in alcuni Fi casi è sembrata assecondare questa deriva sulla destra che l’ha portata fuori dal suo bacino tradizionale, in altri casi ha dimostrato di reagire. Tipico esempio: Milano dove anche grazie all'azione di Ncd, Berlusconi alla fine ha spinto e tutti insieme abbiamo spinto per scegliere un candidato come Parisi. Comunque mi aspetto con un Berlusconi al 100 per cento o con un nuovo gruppo dirigente che Fi affronti questo nodo essenziale, a meno di due anni dalle politiche". 

Lei fino a poco tempo fa era considerato il successore naturale di Berlusconi: come deve essere e chi può e essere il nuovo leader del centrodestra? 

"Ho sempre detto che il successore di Berlusconi poteva e doveva essere una squadra. Berlusconi è stato un monarca nel senso tecnico del termine, la successione a lui non è un altro leader assoluto ma una squadra. Lo dicevo ai tempi in cui si parlava insistentemente di me, a maggior ragione lo dico oggi: noi dobbiamo dar vita a un polo di centro, disponibile ad allearsi con la destra e cercare di ricomporre i frammenti più o meno sparsi di questo polo di centro".

Il modello è Milano o Roma?

"Il modello non può che essere Milano se vogliamo riportare al governo una coalizione moderata il modello è il centro che ha le leve del comando e la destra che svolge la sua parte, perché a parti rovesciate i cittadini rispondono di no. L’insuccesso della Meloni, pur nelle cifre importanti, sta lì a dimostrarlo. E a maggior ragione essendo questo il modello, serve una squadra: bisogna rimettere insieme dai chi è rimasto in Fi ai i Fitto, ai Verdini, a noi, all’Udc e non può che essere una squadra e il leader non può essere incarnato da chi è già sulla scena, perché occorre anche un leader nuovo".

Chi è il nuovo leaderche lei intravede?

"Alcuni nomi ci sono e oggi sono lontani dai riflettori, ma è meglio non farli. Dei leader potenziali, o già impegnati nella politica locale o dal mondo dell’economia o della società civili, ci sono". 

Fuori un nome. Lei in passato aveva indicato Brugnaro, sindaco di Venezia. Conferma?

"Penso a figure come quella di Brugnaro, non necessariamente Brugnaro ma simili. Quindi lo schema è: noi che svolgiamo il lavoro da sotto, e un leader come Brugnaro". 

autore / Lucia Bigozzi
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