Branco di lupi della Majella in Vaticano: #SalviamoFratelloLupo

10 giugno 2016 ore 16:15, Luca Lippi
Avvistamento di lupi all’interno del colonnato di San Pietro. Suggestiva l’immagine riprodotta, come se il lupo volesse tornare a parlare con Francesco, e invece il lupo ha bisogno che qualcuno parli di lui usando le corde della Scienza e del buonsenso.
È infatti il lavoro avviato da #SalviamoFratelloLupo, una campagna di sensibilizzazione promossa dal Parco nazionale della Majella per far conoscere il lupo e smontare pregiudizi e disinformazione che circondano questo animale.  
La campagna propone una serie di fotomontaggi che vedono un branco di lupi italiani popolare le strade e le piazze di Roma, un gruppo di questi fotomontaggi ha come scenario il Vaticano, e i lupi della majella ovviamente.

Branco di lupi della Majella in Vaticano: #SalviamoFratelloLupo

La campagna vuole puntare al paradossale per combattere gli stereotipi sul lupo, che ancora oggi è oggetto di persecuzione e, nella mitologia popolare, incarnazione vivente di perfidia e cattiveria.  A causa di questa sua fama (in effetti sarebbe ritenuto principale responsabile della predazione a danno delle greggi, ma ci piace pensare che in Natura tutto ha un senso) il lupo è stato cacciato in modo indiscriminato fino a portare la specie alla soglia dell’estinzione. Dagli anni 70 in poi, grazie alle politiche portate avanti dai parchi, alla grande capacità di adattamento e resistenza di questa specie, all’aumento delle prede, allo spopolamento di molte aree pedemontane, i lupi sono tornati a popolare i nostri boschi e la popolazione italiana sta uscendo dalla soglia di crisi.
Purtroppo, nonostante l’innegabile fascino di questo animale, proprio a causa del ritorno della specie il lupo continua ad essere braccato e ucciso così come continua una campagna di disinformazione ai suoi danni.  
Il presidente del Parco della Majella dice: “È di questi ultimi tempi una nuova minaccia nel Piano di conservazione e gestione del lupo in Italia all’esame della Conferenza Stato regioni, c’è l’ipotesi di un abbattimento selettivo di lupi nelle zone dove il conflitto con l’uomo è più problematico. Un’ipotesi fortemente contestata da gran parte degli esperti”.
Ci sono, invero, casi sempre meno sparuti di avvistamenti del canide nelle aree urbane, laddove la cementificazione è piuttosto aggressiva, il lupo è costretto a scendere in città per trovare il cibo e quindi sempre più spesso si avvistano lupi vicino alle grandi concentrazioni di spazzatura nelle zone isolate dei centri abitati. In alcuni parchi è possibile vedere questi animali avvicinarsi all’uomo, specie nelle zone adibite a far scorrazzare gli animali domestici, pacifici e rassicurati prendere da mangiare direttamente dalle mani degli accompagnatori del proprio cane. È in questo modo che si sfata la fama di “cattivo” del lupo, come di qualsiasi animale in Natura dedito alla caccia per sopravvivere. 

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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