Negazionismo, Di Stefano (CP): “Una verità imposta per legge non è più una verità"

10 giugno 2016 ore 16:36, Lucia Bigozzi
Si “impone per legge il reato di opinione e questo fa schifo. La verità imposta per legge non è più una verità. E nessuno può più sapere se io sto dicendo una cosa perché ci credo o perché la devo dire per legge”. Non usa giri di parole Simone Di Stefano, vicepresidente nazionale di CasaPound che nell’intervista con Intelligonews commenta il varo parlamentare del ddl sul negazionismo e mette in guardia dai rischi di una “dittatura del pensiero”. 

Come valuta la nuova norma? La ritiene una legge che al di là del contenuto, si muove sul terreno border line del reato di opinione?

"Beh, sì, c’è poco da fare: alla fine è un reato di opinione. Secondo me i reati di opinioni fanno tutti schifo, a prescindere. La verità imposta per legge non è più una verità, il concetto è questo. Per quanto possa essere un assertore della tragedia dell’Olocausto e di tutto quello che posso dire sul tema, a questo punto nessuno può più sapere se io sto dicendo questa cosa perché ci credo o se la sto dicendo perché per legge la devo dire. Allora, cosa cambia? E’ stato fatto un danno a tutte le memorie storiche". 

Negazionismo, Di Stefano (CP): “Una verità imposta per legge non è più una verità'
Applicando la stessa logica perché non estendere il campo di azione della legge anche ai crimini del comunismo?

"Mi pare che la norma parli di fatto storico; qui rischiamo di non poter avere più un giudizio su eventi di tremila anni fa. Il punto è che secondo me non si deve mettere assolutamente su questo piano: io non voglio che la gente sia obbligata a credere alle Foibe o obbligata a credere ai crimini di Stalin; io voglio poter parlare con una persona e sapere sinceramente qual è la sua opinione, anche per farmi una mia opinione su quella persona".

Ci sono altri temi che secondo lei potrebbero rientrare nel ‘pacchetto’ di questa nuova norma? 

"Dobbiamo evitare che le opinioni diventino reato, altrimenti è finita. Se io dico che chi è a favore dell’aborto commette un reato, vuol dire essere tornati indietro di tremila anni, essere tornati indietro a prima di Roma, è un dramma serio. Olocausto, Foibe, aborto, o qualsiasi cosa vogliamo, il tema è: se non lasciamo alla gente la libertà di esprimere un’opinione per quanto idiota sia, è finita, ovvero abbiamo dato una verità per legge e questo ci porta automaticamente alla dittatura del pensiero che è cosa anche peggiore della dittatura della Nord Corea. 

C’è il rischio di una ‘dittatura’ culturale?

"Beh, via di questo passo si potrà dire che chi non è d’accordo sul fatto che possiamo ospitare tutti gli immigrati del mondo in Italia è un criminale, perché sosterranno che dicendo questa cosa tu sei razzista e quindi automaticamente sei un criminale; se non sei d’accordo sul fatto che gli omosessuali possano adottare dei figli sei un criminale: non è possibile ragionare così. Si parte dalle cose evidenti come ad esempio l’Olocausto o le Foibe, fatti storici, e poi ci si mette un secondo a estendere reati di opinione a tutto il resto".

autore / Lucia Bigozzi
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