Brexit, il terrore dei mercati nel cuore dell’Europa

10 giugno 2016 ore 17:07, Lucia Bigozzi
di Luciano Atticciati

Che l’Europa con le sue istituzioni ingessate non piaccia più a politici e uomini comuni è un dato, ma difficilmente si pensava che un popolo di conservatori abituati a non scadere nella emozionalità come quello inglese prendesse in seria considerazione l'idea di uscire dall’Unione Europea. Molti pensavano che alla fine tutto si sarebbe risolto con il normale buon senso, ma negli ultimi giorni sono usciti sondaggi che mostrano che la maggioranza dell’elettorato britannico sarebbe propensa proprio ad allontanarsi definitivamente dalla vecchia Europa.

Brexit, il terrore dei mercati nel cuore dell’Europa
Sarebbe il disastro? Colpirebbe solo i fuggiaschi o andrebbe anche contro noi italiani?
Molti si sono esercitati in questo scenario. Di sicuro la sterlina sta perdendo terreno rispetto all'euro e al dollaro, poi sappiamo, fatto confermato anche dal presidente Draghi, che gli accordi economici fra Unione Europea e Gran Bretagna non sarebbero né veloci né automatici. Ovviamente molti temono che il clamoroso risultato darebbe il via a tutte le forze centrifughe del continente che non sono poche in questo periodo, in teoria si potrebbe arrivare al dissolvimento di tutte le istituzioni europee che abbiamo conosciuto negli ultimi tempi.

I mercati come reagirebbero? Si sa che questi amano la tranquillità forse anche perché gli investitori in genere sono uomini di mezza età non amanti delle eccessive novità. Per i primi tempi l'Inghilterra non vedrebbe nessun miglioramento, questo è condiviso da molti di coloro che studiano l'economia europea, una parte degli investimenti stranieri in terra inglese si ritirerebbe, le merci inglesi avrebbero molte più difficoltà ad accedere nel nostro continente. Nel futuro l'economia si riprenderebbe, gli inglesi non sono certamente degli incompetenti, del resto anche la Svizzera non fa parte dell'Unione Europea ma non se la passa assolutamente male. Il danno economico immediato per gli europei non sarebbe notevole calcolano gli esperti, ma poi sarebbe una situazione di confusione con continui proclami da parte di governi e singole forze politiche a mettersi in proprio.

Molti esagerano sulle conseguenze economiche dirette della minore integrazione europea, come sugli aspetti positivi o negativi dell'uscita dalla moneta unica, sono dei modi di sfuggire ai problemi reali e alla necessità di realizzare un buon sistema economico produttivo. La questione non è comunque da prendere alla leggera, gli investimenti sono una questione delicata da non trattare con le continue minacce; di sicuro si avrebbe una fuga almeno nell'immediato sui porti sicuri, il bund tedesco e i treasury americani, l’Italia come gli altri paesi europei mediterranei in questo periodo in difficoltà, non se la vedrebbe molto bene.
autore / Lucia Bigozzi
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