Scurria (FdI): «L’ipotesi di Alleanza Nazionale 2.0? Spesso le copie sono peggio dell’originale. Ma aperti al confronto»

10 luglio 2013 ore 9:49, Marta Moriconi
Scurria (FdI): «L’ipotesi di Alleanza Nazionale 2.0? Spesso le copie sono peggio dell’originale. Ma aperti al confronto»
«Un fronte comune dei Paesi latini per rispondere alla linea dell’austerity di Germania e Paesi Scandinavi» . E’ l’opinione del parlamentare europeo Marco Scurria, prima nel Pdl oggi in Fratelli d’Italia, d’accordo con sorprendentemente con Prodi « anche se l’affermazione non è particolarmente innovativa». Scurria, intervistato da IntelligoNews, parla anche del governo: «Letta? Nonostante la propaganda europea che sta facendo, il Paese non sta vivendo una fase di grande rinascita». Tutta colpa di Pd e Pdl «che si sono uniti a casaccio -afferma Scurria- mentre in Germania la Grande Coalizione era sulla base di un programma vero». Il ritorno della “cosa nera” non lo entusiasma, perché «a Roma il centrodestra ha subìto una sconfitta clamorosa e non si può far finta di niente. Esistono movimenti, poi, che si rifanno esplicitamente alla destra e che non sono decollati: anche questo va considerato». Comunque si dice aperto al confronto,  «ma tutti devono relazionarsi con Fratelli d’Italia e avendo una progettualità», perché è «attorno a Giorgia Meloni che si può costruire il centrodestra che verrà». Bondi si è detto d’accordo con Prodi sulla prospettiva di un’ alleanza tra Spagna, Italia e Francia per cambiare la politica europea e far sì che la Germania la faccia da padrone. Qual è il suo commento? «Quest’affermazione di Prodi non è che sia particolarmente innovativa. La possibilità di creare un fronte comune tra i Paesi latini, considerati un po’ il Sud d’Europa, è qualcosa su cui stiamo riflettendo per rispondere alla linea dell’austerity dei Paesi Scandinavi e della Germania. Perché le Nazioni mediterranee hanno un’organizzazione dello Stato, dei servizi, e quindi anche dell’economia, diverse dai Paesi nordici. Una linea strategica in questo senso potrebbe essere molto interessante». Brunetta e Boccia hanno battibeccato sul decreto lavoro. Il primo dice di riscriverlo, il secondo gli chiede di non criticare il governo ad ogni ora. Che ne pensa, considerando che anche sul ministro Saccomanni il confronto si sta facendo duro? «L’ho vista male da subito. Per questo Fratelli d’Italia è all’opposizione. Non si capisce bene su cosa si siano uniti centro-destra e centro-sinistra. In Germania quando si è fatta la grande coalizione tra socialisti e popolari era sulla base di un programma vero, c’erano 5-6 punti concreti da attuare. Qui invece il Pdl e il Pd si sono uniti a casaccio e ed è un continuo rinvio su tutto. Imu, Iva, F35… Comprendo che i toni si alzino perché ognuno deve rendere conto al proprio elettorato, ma secondo me così non si va da nessuna parte. E nonostante la propaganda europea che sta facendo Letta il Paese non sta vivendo una fase di grande rinascita». Gli ex An si stanno unendo di nuovo per rifare un partito di destra, mentre dentro il Pdl ne rimarranno solo alcuni, gasparriani e matteoliani per capirci. Voi di Fratelli d’Italia come guardate a tutto questo? «Con grande serenità. Ma siamo contrari a riedizioni di cose passate. Non è esaltante l’idea di Berlusconi di rifare Forza Italia. E non vediamo con grande enfasi l’ipotesi di Alleanza Nazionale 2.0, perché tendenzialmente le copie sono peggio dell’originale. Se An ha smesso la sua esistenza anni fa, non è intelligente far riemergere qualcosa che non si sa bene cosa sia. I cittadini non sono più attaccati e a sigle ed etichette, ma sono interessati ad avere risposte ai problemi. Se delle persone di devono sedere intorno ad un tavolo, si devono sedere per capire cosa vogliono fare prima di tutto. Servono programmi e progetti comuni. A dirla tutta, se si vuole fare qualcosa di nuovo va fatto con persone nuove. A Roma abbiamo subìto una sconfitta clamorosa, non si può far finta di niente. Esistono movimenti, poi, che si rifanno alla destra e che non sono decollati: anche questo va considerato. Penso che Fratelli d’Italia in quattro mesi abbia posto problemi che altri non hanno posto, con risultati in continua crescita. Nonostante il “crollo di Roma” (la sconfitta del centro-destra alle ultime amministrative, ndr), abbiamo triplicato il nostro risultato elettorale. E abbiamo dato, in pratica, l’idea di quello che può accadere nel futuro. Siamo aperti al confronto ma tutti si devono relazionare con FdI e avendo una progettualità». Tosi oggi ha parlato della futura leadership del centrodestra: “E’ un problema che prima o poi si dovrà affrontare”. E’ d’accordo con questa analisi? «E’ finito il tempo della leadership carismatica perché le persone, oggi, sono più attente ai progetti che ai volti. All’interno del centrodestra una persona giovane e capace comunque esiste, è una ragazza di 30 anni, poco più, che ha mollato la sua poltrona e le sue sicurezze per fondare un partito. Attorno a lei si può costruire il centrodestra che verrà». 
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